Redazione

Claudio ha 26 anni ed è figlio di Mario Galli Stampino, ordinato diacono lo scorso 24 settembre. Da subito ha accolto la decisione del papà con entusiasmo.

di Ylenia Spinelli

Come hai accolto la decisione di tuo papà di farsi diacono?
E’ stata una decisione maturata in tanti anni, sicuramente più di dieci. All’inizio il vecchio parroco della nostra parrocchia lo aveva frenato, poi sette anni fa, con l’arrivo dell’attuale sacerdote, il papà ha preso la decisione di iniziare il cammino diaconale, fino all’ordinazione del 24 settembre scorso. Da subito ha chiesto a me e alla mamma se eravamo d’accordo, noi abbiamo accettato condividendo in pieno la sua decisione, anche perché ci ha assicurato che al primo posto ci sarebbe stata sempre la famiglia, poi il suo lavoro alla scuola guida e poi gli impegni da diacono.

Da allora è cambiata la tua vita?
Per nulla, il papà è sempre lo stesso con me, se deve farmi un rimprovero me lo fa, se c’è da discutere si discute. Nessuno mi ha mai additato come il figlio del diacono, per tutti sono sempre Claudio, il figlio di Mario e Maria Luisa. Mio padre non ci fa pesare questo suo ministero, non è un esibizionista, anzi, a volte sono io che gli chiedo di mettere a frutto i suoi studi, aiutandomi a capire la Sacra Scrittura.

Gli impegni diaconali di tuo papà hanno sottratto tempo alla famiglia?
Non più di tanto, siamo tutti impegnati nell’unità pastorale di Lonate Pozzolo e Tornavento. Mio papà è sempre presente alle funzioni religiose e contribuisce a far sentire più vicina la parrocchia alla gente. Inoltre va a trovare gli ammalati e tiene contatti con le famiglie che hanno dei problemi. La nostra casa è sempre aperta a tutti.

Cosa conoscevi del diaconato?
All’inizio non molto, è stato utile l’incontro con il diacono Roberto Crespi, qualche tempo prima che mio papà iniziasse il cammino diaconale. Allora ho capito che il diacono non è un “mezzo prete”, ma una figura di appoggio al sacerdote, che può sostituirlo in alcuni ambiti.

E tu ti faresti diacono?
Non credo, al momento non ho quella base di fede che ha mio papà. Sono stato per alcuni anni lontano dalla Chiesa, ora mi sono riavvicinato, ma non mi sento ancora pronto per un cammino di questo tipo. Partecipo spesso agli incontri dei diaconi con la scusa di scattare fotografie, in realtà li vivo come importanti esperienze di fede.

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