Redazione

Alberto parla dell’alluvione di agosto e del coprifuoco dichiarato dal governo…

Il mio mese di agosto è trascorso all’insegna del relax (fino a una settimana fa…). Ho interrotto lo studio della lingua qui a Dhaka e ho trascorso il mese a Dinajpur, cittadina di 100 mila abitanti (dicono pochi) nel nord, presso la scuola tecnica dove andrò a lavorare. Ad allietare la permanenza è arrivato uno stuolo di ragazzi dall’Italia: Milano, Como, Abruzzo e ci siamo divertiti.

Non ci siamo neanche accorti di quello che è successo nella prima metà di agosto (così pare!) nel resto del Bangladesh, in India e in Nepal, ma vedevamo le stesse immagini che vedevate voi alla televisione: case allagate, raccolti persi per l’alluvione. E ci chiedevamo se eravamo veramente in Bangladesh o altrove: la televisione ci dava per morti annegati, mentre da noi splendeva un sole cocente, e i contadini dovevano azionare le pompe per piantare il riso perché non pioveva.

In realtà la zona nord del Bangladesh è stata totalmente risparmiata dall’alluvione… Indubbiamente il sole splende e l’acqua del fiume non è affatto alta!!! Nella zona centrale e a sud l’alluvione è arrivata, specialmente vicino ai fiumi che in qualche caso sono straripati. Ma succede più o meno violentemente quasi tutti gli anni.

Ho il sospetto che in Italia i telegiornali raccontino solo certe notizie e non altre… Mi arrivavano e-mail di amici preoccupati, specialmente quelli che sanno che non so nuotare, e io le leggevo sudando per il caldo e invocando la pioggia (puntualmente arrivata, per la cronaca…): invece mi sa che nessuno si è accorto di quello che è successo nell’ultima settimana…

E’ iniziato tutto una settimana fa, proprio il giorno del mio viaggio di ritorno da Dinajpur a Dhaka. Gli studenti universitari (manovrati da chissà chi) hanno iniziato a protestare violentemente contro il governo militare “provvisorio” che si è instaurato nel paese da gennaio. Hanno accesofuochi, bruciato macchine un po’ dappertutto, ma specialmente a Dhaka, e giu’ botte con la polizia (come a Milano con i cinesi?).

La situazione è un po’ degenerata, ed è stato dichiarato il coprifuoco, cioè: “tutti a casa e guai a chi mette fuori il naso”. Peccato che la notizia mi sia arrivata mentre io ero già fuori di casa!!! L’esercito stesso girava con i megafoni. La compagnia telefonica ha staccato tutte le spine e anche i telefonini si sono zittiti.

Potete vedere nella foto il risultato… Dhaka deserta. La foto non dice granchè… volevo farne di piu’ belle, che riprendevano i soldati picchiare con bastoni due ragazzi carichi di pacchi (e i ragazzi li deridevano, incredibile), o un’altra pattuglia che fermava un camioncino vagabondo, tirava giu’ l’autista, lo arrestava con tanto di manette, e sequestrava il furgone.

Peccato però che un soldato mi abbia visto col telefonino in mano, e dopo una perquisizione abbia sequestrato la macchina fotografica che tenevo in tasca… Ha poi preteso che cancellassi tutte le foto prima di ridarmela (foto che tra l’altro non c’entravano nulla col coprifuoco!!). Quella che vedete è sfuggita alla sua attenzione, non so come. Comunque ho capito che forse non era il caso di farne altre… Adesso il coprifuoco è stato tolto, tutto è tranquillo come se niente fosse successo!

Alberto –

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