Opera dello scalpellino Gianni Gussoni e dello scultore Mauro Baldessari, verrà benedetta dal cardinale Scola in occasione della Festa della Dedicazione e successivamente collocata sul lato est della sacrestia capitolare

statua don Gnocchi

Domenica 20 ottobre, alle 11, nel Duomo di Milano, al termine del Pontificale nella solennità della Dedicazione e a chiusura dell’Anno Colombiano (110 anni dalla nascita, 20 dalla morte e 50 dalla nomina ad arcivescovo di Milano del cardinale Giovanni Colombo), si terrà la cerimonia di benedizione della statua del beato don Carlo Gnocchi da parte dell’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. La statua rimarrà esposta in Duomo fino alla definitiva posa sulla mensola 211 (lato est, sacrestia capitolare, tra la via dell’Arcivescovado e la piazza), a cura e nei tempi decisi dalla Veneranda Fabbrica del Duomo.

La benedizione rientra tra le celebrazioni previste nei giorni a cavallo del 25 ottobre, data in cui ricorre il quarto anniversario di beatificazione del “papà dei mutilatini”, giorno di nascita di don Gnocchi e memoria liturgica del Beato.

La statua, dopo il prezioso lavoro dello scalpellino Gianni Gussoni di Viggiù, è passata nelle mani dello scultore Mauro Baldessari, al quale la Fondazione ha affidato l’incarico per la realizzazione dell’opera: vi è raffigurato don Carlo che accoglie tra le proprie braccia un piccolo mutilatino tratto dalle macerie.

È particolarmente significativo che la benedizione della statua avvenga in occasione della memoria degli importanti anniversari che riguardano il cardinale Colombo. Fu proprio l’allora arcivescovo di Milano a ricordare don Carlo «compagno di seminario, prete ansioso d’apostolato e restauratore d’umanità», sei anni dopo la morte, al Centro “S. Maria Nascente” il 28 febbraio 1962: «Sì, egli è stato l’uomo della carità – disse in quell’indimenticata commemorazione -. Ma è meglio dire che è stato il poeta della carità, l’artista della carità. Aveva capito che tra tutte le azioni, la migliore è sempre quella della carità! Solo così egli poteva tradurre sul terreno pratico quel fascino che emanava dalla sua sensibilità e dalla sua fede. Nella sua breve vita ha mostrato a tutti che per migliorare gli uomini, prima ancora di dare loro principi di pensiero, bisogna indurli a esercitarsi nella carità».

La statua che verrà posta sulle guglie del Duomo è stata realizzata grazie al generoso contributo di Sestilio Paletti, presidente di Filcasa spa, e al dono del blocco di marmo di Candoglia generosamente offerto dalla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.

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