Dedicata al tema “Essere discepoli di Cristo” la seconda riflessione del Vicario generale della Diocesi, monsignor Mario Delpini

Monsignor Mario Delpini

«La decisione di rispondere al Signore che chiama non è frutto dell’entusiasmo di un momento, anche se è bello che ci siano momenti di entusiasmo in un mondo un po’ grigio e depresso; non è frutto di una seduzione che sospende la mia libertà, perché il Verbo di Dio ha creato uomini e donne non perché siano seduti e oppressi, ma perché siano liberi e felici». Lo ha sottolineato monsignor Mario Delpini, Vicario generale della diocesi di Milano, nella seconda catechesi ai giovani italiani, dedicata oggi al tema “Essere discepoli di Cristo” (in allegato il testo integrale).

Ma «dove mi conduce la sequela di Gesù?». Per Delpini «non c’è da immaginare altra strada se non quella di Gesù: la via che Gesù percorre conduce al Padre, attraverso l’immersione nel dramma della storia, nell’inquietudine di ogni persona, Gesù si fa carico dell’umanità perché tutti deve portare con sé nella gloria di Dio, tutti!».

Perciò, «chi si mette in cammino alla sequela di Gesù non s’illude di essersi assicurato una vita tranquilla e protetta, ma è certo di essere partecipe della vita di Dio: dimora in Gesù. È il mistero che ogni giorno si può riconoscere compiuto nei sacramenti». Ancora: «Chi si mette in cammino alla sequela di Gesù non s’immagina di percorrere vie di trionfo e di successo: sa che deve passare attraverso il dono di sé fino al sacrificio, sa che la via di Gesù attraversa il dramma della croce».

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