La messa presieduta dal cardinale Scola ha ricordato i 90 anni dalla nascita e dal battesimo di Santa Gianna Beretta Molla. L'Arcivescovo ai fedeli: «Custodite la sua memoria, investite sui giovani, frenate l'erosione della fede»

di Pietro RONCARI

Gianna Beretta Molla
Gianna Beretta Molla con i figli

Il sorriso di una mamma santa conquista anche il cardinale Angelo Scola nella sua prima visita alla città e alla chiesa di Magenta. Il volto radioso di Gianna Beretta Molla illumina ogni riflessione, preghiera, canto e persino i silenzi di un rito coinvolgente, domenica pomeriggio nella prepositurale di San Martino gremita all’inverosimile con tante persone rimaste sul sagrato in una bel pomeriggio di sole. Il 90° della nascita (4 ottobre) e del battesimo (11 ottobre) di Santa Gianna Beretta Molla scuote la città. Puntuale l’arrivo dell’Arcivescovo alle 16.50, cordiale l’abbraccio dei fedeli stipati lungo il percorso che dalla casa parrocchiale in via Roma, conduce alla prepositurale già da un’ora piena di fedeli.

È il sindaco Marco Invernizzi a dare il saluto di Magenta all’Arcivescovo con membri della giunta, autorità militari e civiche. La città è eccezionalmente animata per la Festa delle associazioni che mette in vetrina tanti volontari e ambiti di impegno sociale davvero eccezionali. Anche in chiesa si vede lo spaccato della città con le sue istituzioni. Ci sono anche loro, i familiari della santa, sulle prime panche a stringersi attorno al Cardinale che al termine li saluta uno per uno, tra molte lacrime, a cominciare dai tre figli: Gianna Emanuela, Laura con il marito, Pierluigi con moglie e figli. Volti che riflettono quello di Gianna e ne rendono vive le virtù. Emozioni incredibile trovarsi a pregare la mamma nella chiesa dove è stata battezzata e dove ha pronunciato il suo “si” sponsale, sorgenti purissime della sua meravigliosa storia di santità.

Il rito si scioglie con vero trasporto, accompagnato da canti potenti. Il tema dell’omelia fa perno sul battesimo, fonde della fede e della santità. Tutti guardano al fonte battesimale pieno di luce, a destra dell’altare, con accanto, in una teca, la veste bianca e rosa che la bimba ricevette quel giorno, conservandola bella sino al Regno dei cieli. «È con lieta commozione che celebro con voi questo evento di santità sgorgato dal battesimo di Gianna, una memoria viva, consapevole, responsabile – dice il Cardinale – Il santo non è una persona fuori dal comune, piuttosto è l’individuo compiuto e riuscito. La santità è una meta per tutti: sgorga dal battesimo e matura nella fede vissuta».

Scola richiama le parole del Vangelo del Buon Samaritano che termina con l’imperativo: «Va’ e fa anche tu così». Insiste sulla misura alta della vita cristiana, ricordando una parola della Santa – «La semi-generosità Gesù non l’amava» – e una di Paolo: «Pienezza delle legge è la carità». Ma l’amore deve crescere, dice l’Arcivescovo ricordando la parola del Papa a Family a commento della cena di Cana: «L’amore deve passare dal primo vino (trasporto affettivo) al secondo vino (trasporto effettivo) oblativo. Per arrivarci bisogna passare dalla preghiera, “l’immobilità pregante”, come la chiamava Gianna».

Parole vibranti pronuncia il cardinale Scola, riprendendo l’immagine della pericolosa “erosione” della vita cristiana espressa nel suo saluto dal parroco e decano don Mario Magnaghi. «La gloriosa storia cristiana di questo territorio, storia di umanesimo riuscito, è investita, concordo con don Mario, da un triste fenomeno di “erosione” che lascia l’amaro in bocca. Ebbene, Dio ci dona i santi per scuoterci, perché la nostra vita sia più umana, perché possiamo amare come si deve, lavorare e vivere come ha vissuto Gianna. Fermate l’erosione nell’anno della fede. Viene dall’incredulità mentre la fede è un germoglio di primavera, non lasciatelo morire».

“Battesimo sorgente di santità – si legge sulla copertina del libretto della messa -. Gesù che nel battesimo ha preso per mano Gianna Beretta Molla e l’ha portata alla santità accompagni anche noi”. Il parroco don Magnaghi, salutando il Cardinale all’inizio della messa, circondato da una quarantina di preti della zona, ritorna sul tema della giornata e delle celebrazioni che proseguiranno sino all’11 ottobre: «È bello avere con noi l’Arcivescovo all’inizio solenne dell’Anno della fede in cui guardiamo a questo dono ricevuto nel battesimo e alla risposta che diamo. Ringraziamo Dio per il dono di Santa Gianna, figlia di questa terra benedetta e di antica evangelizzazione. “Quello che conta è lavorare, non dormire” ci diceva Gianna. E’ quello che vogliamo fare come comunità in quest’anno della fede, sapendo di poter contare sulla protezione di questa nostra figlia divenuta santa».

Temi che ricevono nuovo slancio nella speciale Settimana di spiritualità che inizia oggi, 1 ottobre (in allegato il programma, ndr). Continua l’impegno, chiede il Cardinale prima della benedizione, indicando tre priorità alla comunità magentina: «Impegnatevi a frenare l’erosione della fede, custodite la memoria della vostra santa, investite sui giovani con proposte alte».

All’uscita dalla chiesa si ripete l’abbraccio dei magentini. Il Cardinale si concede volentieri ai saluti soprattutto dei più piccoli. La piazza è piena di festa, al tramonto, le campane non si fermano, sul sagrato si vedono chicchi di riso tra i sassi, come quando uscivano Gianna e Piero sposi novelli. Il “sorriso di Dio” non si è spento.

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