Redazione

«Il tema vero è la distrazione delle parrocchie», precisa Bottalico. «Come associazioni di laici lo dobbiamo assumere come problema. Lo abbiamo verificato con Verona, il Convegno è rimasto solo un evento, anche in questo caso si ripropone lo stesso rischio. Non si percepiscono questi momenti importanti come tappe di un percorso che deve vedere i laici tornare a un protagonismo sociale e politico».

«Le comunità cristiane devono tornare a leggere il proprio territorio, interpretare i bisogni e organizzare le risposte. Questo è anche il contributo di un’associazione di ispirazione cristiana come le Acli». Lo sottolinea Gianni Bottalico, presidente della Acli milanesi, di ritorno dalla Settimana di Pisa e Pistoia.

C’è la necessità di mettere a frutto tutto quel bagaglio di riflessioni che sono emerse durante queste giornate, come anche nel Convegno della Chiesa italiana.

«Il tema vero è la distrazione delle parrocchie», precisa Bottalico. «Come associazione di laici lo dobbiamo assumere come problema. Lo abbiamo verificato con Verona, il Convegno è rimasto solo un evento, anche in questo caso si ripropone lo stesso rischio. Non si percepiscono questi momenti importanti come tappe di un percorso che deve vedere i laici tornare a un protagonismo sociale e politico».

Il presidente aclista ovviamente ha apprezzato in particolare i passaggi di Benedetto XVI sulla precarietà: «Il Papa ha detto con molta forza ciò che una buona parte dei cattolici vive nella quotidianità e nell’azione politica e sociale, il tema della precarietà è uno degli elementi che minano anche la famiglia. Ha fatto molto bene a richiamarlo proprio nel momento in cui riflettiamo sul bene comune. Il tema casa e precarietà sono fondamentali per dare stabilità alla famiglia».

I pastori non mancano di sottolineare la necessità di una nuova stagione di impegno laicale nella società: «Mi è molto piaciuto che mons. Bagnasco abbia richiamato il nostro ruolo: anche noi come laici dobbiamo riappropriarci di spazi, di momenti di responsabilità forte, che forse da qualche tempo abbiamo un po’ abbandonato».

Anche per non lasciare spazio a chi ne approfitta: «E’ possibile la strumentalizzazione dei temi cari ai cattolici più in termini elettorali che di concretezza», sottolinea Bottalico. «Il rischio c’è ed è forte, ma la risoposta sta nella nostra capacità di assumerci la responsabilità, ma anche nella nostra autonomia. Dobbiamo chiedere al mondo politico la coerenza con i valori, perché non basta richiamarli, ma vanno incarnati». (p.n.)

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