Durante il primo lockdown la parrocchia milanese (dalla quale verranno trasmessi gli esercizi spirituali per i giovani predicati dall’Arcivescovo) ha colto le opportunità offerte da questi strumenti per rimodulare formule e contenuti delle proprie iniziative

di don Luca FOSSATI
Collaboratore Ufficio Comunicazioni Sociali

cappellina

Molte comunità cristiane, durante o dopo il lockdown, hanno intrapreso iniziative di pastorale digitale. Qui raccontiamo l’esperienza della parrocchia di Santa Maria del Rosario a Milano, dalla quale, dal 23 al 25 novembre, verranno trasmessi gli esercizi spirituali per i giovani dell’Arcidiocesi predicati dall’Arcivescovo.

Come in tante altre parrocchie, anche in questa già esistevano alcuni strumenti e canali social che giacevano sonnecchianti, in attesa di poter mostrare il loro potenziale. A inizio anno era stato appena rivisitato il sito web ed erano presenti alcune newsletter. Il lockdown di marzo, però, ha posto la comunità davanti ad alcune urgenze. Come far fronte all’impossibilità dalla preghiera con il popolo? Come mantenere le relazioni all’interno della comunità? Come proseguire l’opera del Consiglio pastorale?

Questi, e non solo, gli interrogativi che il parroco don Marco Borghi ha posto al Consiglio pastorale, istituendo da subito la “Commissione digitale”. Grazie alla collaborazione di diversi volontari che professionalmente si occupano di digital marketing, comunicazione e informatica, la Commissione ha avviato la trasmissione in streaming delle celebrazioni. Poi, poco alla volta, ha costruito un progetto comunicativo con contenuti differenziati (Pillole di Vangelo, S. Rosario, incontri in piattaforma) e modalità nuove per mantenere viva e unita la comunità.

La grande sfida posta dalla pastorale digitale è proprio questa: non basta trasmettere quanto avviene come se si fosse in presenza, ma occorre percorrere vie nuove, ripensando le iniziative. Proprio una di queste “vie nuove” è stata la veglia notturna del Giovedì santo, per la quale i giovani si sono alternati in preghiera dalle proprie case, mentre dalla chiesa veniva trasmessa l’esposizione del SSmo Sacramento. Tra le altre esperienze: la condivisione della preghiera di compieta da parte del gruppo adolescenti, la realizzazione di brevi video da parte dei ragazzi per comunicare l’importanza di celebrare la Pasqua, pur se a distanza, e l’hashtag  #unEstatedaSanti, lanciato per presentare il santo del giorno. A queste proposte si sono unite anche persone di altre zone d’Italia che hanno scoperto queste opportunità dal web, perché lo strumento, pur essendo “a distanza”, di fatto annulla le distanze e rende possibile incontrare anche chi fisicamente è molto lontano.

Ora, consapevoli che queste sono ricchezze che ci accompagneranno anche nel futuro, la parrocchia, grazie alla partnership con TechSoup Italia, ha fornito agli operatori pastorali e alle Commissioni dei Consigli parrocchiali gli strumenti operativi per proseguire nel loro operato. La Commissione digitale è composta – oltre che da don Marco e don Martino – da Emanuele Seghetti, Alex Curti, Nicola Soloperto, Emanuele Ceccherini, Federico Thiella, Renato Menichini, Gianmario Marucchi, Claudio Oliva e tanti altri che si stanno aggiungendo. Tra loro ci sono esperti di comunicazione, regia, riprese, e audio come Emanuela Raguso, Lorenzo Marucchi, Carlo Pizzo, Maurizio Marucchi, Massimiliano Felicetti e la Commissione Sportiva Rosario, che sta sperimentando Facebook Workplace per le squadre di calcio e pallavolo, coinvolgendo atleti, allenatori e genitori.

L’avventura continua, non tanto perché le attività in presenza sono nuovamente limitate, ma perché la pastorale digitale provoca con le opportunità che offre e le sfide che propone.

 

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