Più di 2600 pellegrini da tutta Italia in udienza dal Santo Padre per ascoltare la sua parola e ricevere la benedizione apostolica

papa francesco

Arrivano dalla Lombardia, dalla Liguria, dal Veneto, dal Friuli Venezia Giulia, dalla Puglia e dalla Campania: sono 2.600 le persone de “La Nostra Famiglia” che si recheranno in pellegrinaggio a Roma per l’udienza con il Santo Padre il 1° ottobre prossimo. Sono Piccole Apostole della Carità, famiglie, operatori, volontari, amici…

Guide spirituali saranno il vescovo emerito di Concordia Pordenone Ovidio Poletto e il vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla, che accompagneranno i pellegrini sulle orme degli Apostoli e delle prime comunità cristiane, per ritornare alle radici della spiritualità del beato Luigi Monza, di cui quest’anno viene fatta memoria nel sessantesimo anniversario della morte.

All’incontro con papa Francesco parteciperanno 525 bambini e adulti con disabilità, 170 dei quali in carrozzina, 15 sacerdoti e 200 operatori. Imponente è stato lo sforzo organizzativo, che ha previsto 50 pullman e 19 alberghi prenotati. Basti pensare che tutti i pullman con pedana del nord Italia sono stati precettati dall’organizzazione.

«Come l’Apostolo Paolo che, dopo la sua conversione, disse di voler andare a Gerusalemme per vedere Pietro, anche noi andiamo a Roma sulla tomba degli Apostoli Pietro e Paolo per vedere il Vescovo di Roma e Papa della Chiesa universale Francesco, così da essere da lui confortati e benedetti», dice Giuseppina Pignatelli, Responsabile Generale delle Piccole Apostole della Carità. L’Udienza con il Papa costituisce infatti un’occasione preziosa per un’intensa esperienza spirituale e di comunione.

«Siamo emozionati all’idea dell’incontro con il Santo Padre. La Nostra Famiglia è una di quelle periferie dell’esistenza a lui tanto care, nicchie di dolore ma anche fonti di riscatto – rileva ancora Giuseppina Pignatelli -. Zaira Spreafico, la prima Presidente dell’Associazione, diceva che il centro è un piccolo punto, destinato a rimanere sempre tale, mentre invece chi si fa circonferenza ha la possibilità di dilatarsi, di diventare grande…». Anche il beato Luigi Monza aveva a cuore un orizzonte più ampio, quando diceva: «E l’opera si espanderà fino agli estremi confini della terra…».

Non c’è dubbio che in sessant’anni le periferie toccate e i confini varcati siano stati molti, non solo in termini geografici. Infatti La Nostra Famiglia, con l’Istituto Scientifico Eugenio Medea, oggi è presente in sei regioni italiane e ha una dimensione internazionale per l’attività di cooperazione e per quella di ricerca. È impegnata da oltre 60 anni nel recupero delle disabilità, dalle più lievi, ma tali da compromettere lo sviluppo armonico della persona, alle più gravi e complesse. Si preoccupa che a ogni bambino, ragazzo o giovane, specie se parte in situazione di svantaggio, sia data la possibilità di sviluppare pienamente le sue potenzialità con una cura mirata, assidua ed efficace. Opera nel campo della ricerca scientifica perché i bambini nascano sani e, se con disabilità, possano esprimere pienamente se stessi, diventando adulti sereni e realizzati. Lavora affinché tutti i bambini e i giovani possano accedere ad una educazione e formazione di alto profilo e qualità. Questo in ogni situazione esistenziale e in tante parti del mondo.

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