Fu direttore de “La nostra domenica”, settimanale della Diocesi di Bergamo, e collaboratore de “L’angelo in famiglia”, il mensile bergamasco legato da rapporti di partnership con “Il Segno”

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Don Oliviero Giuliani

Si è spento don Oliviero Giuliani, 73 anni, sacerdote della diocesi di Bergamo. Le esequie sono state celebrate dal vescovo, monsignor Francesco Beschi, a Villa d’Almè.

Tre sono state le grandi passioni del sua vita, ha ricordato mons. Arturo Bellini al termine della funzione: «La passione per l’oratorio. La passione di ciò che ha patito quando gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla. E la passione per il giornalismo». A lungo, infatti, si è occupato della stampa diocesana. Nei mesi più devastanti del Covid aveva ultimato una antologia di scritti in trent’anni di giornalismo, in cui ha raccontato anche com’è germogliata la sua vocazione.

Don Oliviero è cresciuto in oratorio; con la passione dell’oratorio e della vita della parrocchia. Poi, la seconda passione: quella della sofferenza, cioè la diagnosi della sclerosi multipla, nel 1984, mentre era direttore dell’oratorio di Clusone. Ad Almenno cominciò a scrivere articoli sul periodico Echi di papa Giovanni e di Pierina Morosini e, come editorialista, sul periodico degli oratori Il Cantiere, che riprese vita proprio nel 1985, con incontri redazionali in casa sua. Fu proprio ad Almenno che gli giunse l’invito del vescovo Oggioni a dirigere il settimanale diocesano La nostra domenica. Le sue rubriche su La nostra domenica e L’Angelo in famiglia (il mensile legato da rapporti di partnership con Il Segno) dicono di un tratto confidenziale che don Oliviero ha sempre cercato di mantenere con i lettori. “Parliamone” era una rubrica per rispondere alle domande sulla vita. “Fatti nostri” trattava delle piccole storie che fanno il tessuto della vita familiare e comunitaria. “Controcanto” una rubrica attenta a mettere in luce aspetti critici del vissuto sociale. Negli ultimi mesi, la sua salute è andata peggiorando, mentre era ricoverato nella casa di riposo di Scanzo.

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