Bilancio molto positivo dell’esperienza vocazionale che ha visto 58 seminaristi a contatto con famiglie, scuole e realtà della località brianzola: «Hanno portato una ventata di freschezza e l’immagine di un Seminario al passo coi tempi»

di Ylenia SPINELLI

missione

«Una ventata di freschezza e di gioia per tutti». Questo, in sintesi, il bilancio della Missione vocazionale ad Arcore, che dal 5 all’8 ottobre ha coinvolto 58 seminaristi del Quadriennio. Un’occasione importante per gli studenti di Teologia che in questi giorni, ospiti delle famiglie della comunità, hanno potuto condividere la vita quotidiana di genitori e figli, portando la loro testimonianza di fede e pregando insieme. Significativi anche gli incontri dei seminaristi con le diverse realtà cittadine nei luoghi di studio, lavoro e svago. «Abbiamo lavorato tanto per preparare il terreno e alla fine sono rimasti tutti soddisfatti – spiega il parroco don Giandomenico Colombo -. La Missione si è svolta in un clima splendido, di grande accoglienza».

Per don Giandomenico uno degli appuntamenti meglio riusciti è stato quello di domenica sera al Cinema Teatro Nuovo di Arcore con i ParRock, la band di seminaristi che ha proposto un concerto-testimonianza a partire dal brano biblico del figliol prodigo, figura chiave per lo slogan della missione “Tu sei prezioso ai miei occhi”. «Uscendo dal teatro una ragazza, che non vedo mai a Messa e che ha ospitato in casa un seminarista per volere dei genitori, mi ha detto: “Don, mi sono rivista nelle esperienze dei seminaristi: anche io ho le mie fughe, i miei dubbi, me ne vado con una domanda nel cuore…” – racconta il parroco -. Ecco, solo per questo motivo la Missione ha dato i suoi frutti».

Anche la serata di lunedì, strutturata in modo diverso per adolescenti e giovani, ha visto tante presenze, al di sopra di ogni aspettativa, anche grazie alla promozione tramite volantinaggio fatta dai ragazzi la mattina stessa alle fermate del bus e in stazione. Don Giandomenico ha partecipato all’incontro con i giovani, in cui sono stati presentati tre spezzoni di film per commentare lo slogan della Missione. Anche la Lectio sul versetto 43 di Isaia, tenuta dai seminaristi e dai loro educatori, ha interrogato i ragazzi sul significato dell’essere preziosi agli occhi di Dio.

Don Marco Taglioretti, responsabile della Pastorale giovanile, ha invece partecipato alla serata con gli adolescenti, che prevedeva tre testimonianze inerenti l’oratorio, lo sport e gli affetti. «Sono state testimonianze gioiose, fatte con un linguaggio moderno e accattivante: un seminarista cresciuto in oratorio ha raccontato la sua esperienza; un altro, che prima di entrare in Seminario ha fatto l’arbitro, si è soffermato sull’importanza dell’avere delle regole; infine un seminarista ha parlato del suo fidanzamento, durato sette anni prima di capire che la sua vocazione era un’altra».

Davvero ben riusciti anche gli incontri dei seminaristi nelle scuole – in modo particolare all’istituto Omnicomprensivo – che hanno riscosso grande interesse da parte dei ragazzi. «La Missione ha fatto bene anche a noi preti – conclude don Taglioretti -. Personalmente mi ha fatto riabbracciare il mondo del Seminario lasciato 15 anni fa, un Seminario al passo con i tempi, diverso da quello che ho frequentato io. Vedere l’entusiasmo dei ragazzi del Quadriennio ha scaldato il cuore di noi sacerdoti e delle suore che fanno parte della comunità».

Una gratitudine reciproca si è respirata anche nella celebrazione in Sant’Eustorgio che ha concluso la Missione. Ora don Marco e don Giandomenico sperano che il legame creatosi in pochi giorni tra le famiglie, i giovani e i seminaristi possa durare nel tempo e portare altri frutti.

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