L’Arcivescovo la presiederà alle 17 nel convento di Sant’Angelo

Scola a Muggiò

In occasione della Festa dell’Angelo del 9 aprile a Milano, nella chiesa di Sant’Angelo (piazza Sant’Angelo), alle 17 si terrà la Messa del Pellegrino presieduta dall’Arcivescovo, preceduta alle 16 dai Vespri solenni.

Milano, come in ogni città ricca di storia, conserva tracce profonde del suo passato. Una di queste è la Festa dell’Angelo. Prima ancora che i Frati minori venissero all’incrocio tra via Moscova e Porta Nuova a costruire la loro splendida chiesa dedicata a Santa Maria degli Angeli, esisteva nella zona una cappelletta dedicata all’Angelo e la gente diceva che spesso da lì usciva una musica meravigliosa («angelica», appunto), che alimentava la devozione degli abitanti. La presenza dell’Angelo era talmente forte che vinse sul titolo della grande chiesa dedicata alla Madonna, che per i milanesi diventò e continua a essere la “chiesa dell’Angelo”.

I frati accettarono di buon grado la volontà popolare, ma non rinunciarono a fare della loro chiesa una nuova Porziuncola, la chiesa di Assisi dedicata a Santa Maria degli Angeli. Copiarono da Assisi la grande indulgenza del perdono – ottenuto da San Francesco – e nacque così il “perdono dell’Angelo”. Non solo Milano si interessò molto all’iniziativa, ma da ogni dove – e specie dalla Brianza – vennero folle e folle desiderose di perdono e riconciliazione.

Il lunedì di Pasqua – Festa dell’Angelo – divenne giorno di grande lavoro per i frati, che chiedevano aiuto agli altri conventi. Ora non c’è quasi più memoria di questo “perdono”, anche se molti vengono ancora a Sant’Angelo per trovare un confessore o un fratello amico. Ma è rimasta intatta la devozione per l’Angelo e per la “sua” chiesa. I frati in questo giorno annunciano soprattutto il grande messaggio pasquale ed è l’Angelo della risurrezione a ripetere: «Non cercate tra i morti colui che è vivo: è risorto ». Intanto, quasi a esprimere la gioia della nuova vita, nella piazza innanzi alla chiesa si svolge la festa della primavera, con un tripudio di fiori che i milanesi ben conoscono: accorrono numerosi ad acquistare, secondo la tradizione che un vaso acquistato nel giorno dell’Angelo porta buono.  

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