L’impostazione data dal Servizio diocesano alla celebrazione della giornata è strettamente legata ai contenuti della Lettera pastorale «Cresce lungo il cammino il suo vigore»: tra i suggerimenti, quello di compiere pellegrinaggi in luoghi cari

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«Camminiamo famiglie, continuiamo a camminare!»: è strettamente legata ai contenuti della Lettera pastorale Cresce lungo il cammino il suo vigore, l’impostazione della Festa della Famiglia (27 gennaio) scelta dal Servizio diocesano. «Prezioso e stimolante», infatti, giudicano l’invito dell’Arcivescovo i responsabili del Servizio Michela e Luigi Magni e don Luciano Andriolo, che spiegano: «L’immagine del pellegrinaggio è in grado di riassumere un po’ tutta la vicenda della storia di una famiglia… Tutta la ricca tradizione biblica del pellegrinaggio presupponeva un contesto di famiglie che “insieme” raggiungevano i Santuari della storia di Israele, in particolare il Tempio di Gerusalemme», mèta anche del «pellegrinaggio di Maria e di Giuseppe, con Gesù dodicenne, che segnerà una svolta decisiva della storia della Santa Famiglia», come narrato nel Vangelo di Luca.

Tra i suggerimenti pratici proposti alle famiglie o a gruppi organizzati di famiglie per celebrare la Festa, ecco allora quello di compiere «un pellegrinaggio verso qualche luogo caro della storia familiare o per l’importanza che lo caratterizza». Le motivazioni non mancano, «dal ringraziamento per i tanti doni ricevuti, all’affidamento di situazioni di fatica o di sofferenza, alla richiesta di qualche grazia speciale, senza dimenticare tutta la bellezza e la gioia che vengono dal “camminare insieme”, o dal condividere una medesima esperienza di fede». Con il supporto di strumenti come l’utilizzo dei Salmi e dei commenti nell’appendice alla Lettera pastorale (anche la Giornata diocesana di spiritualità familiare, nella V domenica di Quaresima, vedrà un momento di sosta sulla Parola di Dio, seguito da un breve pellegrinaggio).

Per quanto concerne invece la celebrazione eucaristica della giornata, si raccomandano «i toni gioiosi della festa, i gesti della cordialità e della condivisione», con una attenzione particolare «a quelle persone che per i più svariati motivi portano nel cuore il peso del dolore di lutti, solitudini, abbandoni…». Per questo si suggerisce di evitare di far coincidere con questa ricorrenza la celebrazione degli anniversari di matrimonio, che potranno trovare adeguata collocazione in altre occasioni. Un segno di attenzione può essere anche proporre la partecipazione alla Comunione nella forma della “comunione di desiderio” a quanti, per varie ragioni, vivono l’impossibilità di accostarsi al Sacramento.

 

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