Al Centro Culturale San Fedele intervengono il cardinale Francesco Coccopalmerio, padre Antonio Spadaro e Chiara Giaccardi

GENITORI E FIGLI AL MARE

La vocazione alla famiglia è iscritta nella natura umana, e come la vita stessa, incontra spesso passaggi impegnativi, a volte conflittuali, che richiedono forza e un carico di umanità incalcolabile. Per questo la famiglia non può mai essere issata a bandiera ideologica: è un’esperienza fragile e complessa – quindi ricca – che mette in gioco non le idee, ma le persone. Uomo e donna oggi interpretano se stessi in modo diverso rispetto al passato, e le categorie cui la Chiesa ha sempre fatto riferimento e il suo linguaggio non sono più compresi come un tempo. Questo richiede da parte della Chiesa uno sforzo per trovare la via giusta per affrontare questa nuova sfida.

In quest’ottica papa Francesco ha aperto un “processo” partito con il Sinodo straordinario dell’ottobre 2014, durante il quale le opinioni spesso molto divergenti dei partecipanti hanno suscitato una vera discussione, aperta e schietta, che ha avuto valore per il solo fatto di essere stata possibile. Nell’autunno 2015 si arriverà alla seconda tappa del percorso, con il Sinodo generale.

Anche la gestione dell’informazione sinodale ha contribuito all’estensione del dibattito. La scelta di non rendere pubbliche le sintesi quotidiane degli interventi, ma di lasciare ai Padri sinodali ampia libertà di comunicare al di fuori dei lavori ha “obbligato” i giornalisti ad approfondire con una dinamica propria del dialogo, non di un limitativo commento a testi preconfezionati.

Tutti i documenti del Sinodo straordinario 2014 saranno al centro dell’incontro «La famiglia è il futuro», in programma venerdì 6 marzo, alle 17.30, al Centro Culturale San Fedele (Sala Ricci, piazza San Fedele 4, Milano). Ne parleranno il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i testi Legislativi e Padre Sinodale, padre Antonio Spadaro S.I., direttore de La Civiltà Cattolica e membro del Sinodo di nomina pontificia, e Chiara Giaccardi, docente di sociologia e antropologia dei media presso l’Università Cattolica di Milano.

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