Nel primo lunedì di Quaresima il cardinale Scola ha presieduto la messa vespertina celebrando il tradizionale Rito delle Ceneri, simbolo dell’inizio del “tempo forte” di avvicinamento alla Pasqua

di Simona BRAMBILLA

Scola_Ceneri 2012

«L’uomo è fragile, è un soffio che va e non ritorna. Il nostro corpo è destinato a dissolversi, siamo fatti di terra. Questo è il significato immediato del rito dell’imposizione delle Ceneri che abbiamo appena consumato. Immediatamente è il segno della nostra precarietà terrena, ma cospargerci il capo di cenere è anche il gesto di un uomo che si pente e che invoca la misericordia del Signore. Certo, è un segno esteriore, ma di penitenza. È un segno della nostra domanda di conversione interiore. L’essenza della penitenza è una specie di rifusione del nostro modo di pensare, di agire, di amare, di edificare. È la decisione di non vivere più per se stessi, ma per lui e con lui per gli altri. Le ceneri che sono state messe sul nostro capo, ricavate dall’ulivo pasquale, diventano quindi in questa prospettiva di conversione un segno di speranza, sono il simbolo della morte e della resurrezione salvifica di Gesù».

Con queste parole il cardinale Angelo Scola ha spiegato ai fedeli il significato del rito dell’imposizione delle Ceneri che ha celebrato questa sera durante la messa vespertina. Un rito di grande rilevanza: un pizzico di cenere benedetta serve a ricordare ai fedeli la caducità della vita terrena, spronandoli all’impegno penitenziale della Quaresima.

L’imposizione delle Ceneri coincide infatti con l’inizio della Quaresima, periodo liturgico “forte” a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana. Il Rito dell’imposizione delle Ceneri, nella tradizione ambrosiana, è collocato il lunedì successivo alla prima domenica di Quaresima perché la domenica, anche nel tempo quaresimale, è comunque un giorno di festa, di Risurrezione. Nonostante il giorno lavorativo molti fedeli sono accorsi in Duomo per partecipare al rito e alla messa vespertina. Vi erano giovani, adulti, anziani, ammalati e persone con disabilità.

«Il tempo di Quaresima è il tempo privilegiato per ritornare al Signore, fonte della misericordia – ha sottolineato l’Arcivescovo -. La conversione è quindi un volgerci a lui, in un certo senso è il cammino del nostro ritorno a casa. La conversione è cambiamento del cuore e della mente, cioè un nuovo modo di esprimere i valori, di giudicare la realtà, di vivere il pensiero di Cristo».

Il cardinale Scola ha poi voluto tornare sul tema della solidarietà di cui ha parlato nella Conferenza quaresimale svolta a Parigi nella Cattedrale di Notre-Dame: l’imposizione delle Ceneri è infatti un momento penitenziale collettivo e non solo individuale. «Dal punto di vista comunitario e sociale la conversione indica il riconoscimento della nostra responsabilità nei confronti di tutta la famiglia umana. Siamo chiamati a essere solidali con tutta la famiglia umana condividendo il bisogno partendo dai più poveri. Imparare il cammino della conversione accade quindi se noi imbocchiamo pratiche virtuose a livello personale e sociale. Il settimo Incontro mondiale della famiglia è una grande occasione per educarci a pratiche virtuose personali e sociali».

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