Mons. Delpini al pranzo di Natale della Comunità di Sant'Egidio con persone di 23 Paesi. Presenti oltre 1300 tra poveri e volontari

Comunità di Sant'Egidio

Oltre 1300 persone, tra poveri e volontari hanno pranzato insieme il giorno di Natale, riunite dalla Comunità di Sant’Egidio. Nella chiesa di San Bernardino alle Monache in via Lanzone, dove la Comunità si ritrova abitualmente per la preghiera della sera, si sono ritrovati a tavola persone che vivono per strada, famiglie, profughi, accompagnate anche da mons. Carlo Faccendini, nuovo Abate della Basilica di Sant’Ambrogio.

L’arcivescovo Mario Delpini ha portato il suo saluto nella Parrocchia B.V. Immacolata e S. Antonio, dove hanno pranzato più di 400 persone di 23 nazionalità, non più “stranieri” a Milano, ma una parte di quella Chiesa delle genti di cui discuterà il Sinodo minore del 2018.

“La Chiesa ambrosiana è la vostra Chiesa, è la casa per tutti coloro che arrivano. L’alleanza, l’amicizia, il senso di famiglia, che ci vengono facili ora che è Natale, devono diventare pratica quotidiana quando ci si trova ad affrontare il tema della casa, del lavoro, delle famiglie ancora separate”, ha dichiarato l’Arcivescovo a margine del pranzo, dopo aver salutato di persona tutti i presenti. Gli auguri sono stati pronunciati in 23 lingue, con un’aspirazione all’universalità che riesce a connettere persone di diverse tradizioni culturali e religiose.

Anziani, migranti e profughi, famiglie rom, persone di strada, segnati da tante povertà diverse, che cercano famiglia e vie di amicizia per vivere nella città, compagni di strada di tutto l’anno per la Comunità, hanno pranzato insieme anche nella Parrocchia S. Michele e S. Rita, a Corvetto, nella parrocchia S. Spirito a Lambrate e negli Istituti per anziani via dei Panigarola e di via Antonini.

La tavola di Natale organizzata da Sant’Egidio, di cui nel 2018 ricorre il cinquantesimo anniversario, si estende a tutto il mondo, in 75 Paesi, dall’Europa all’Asia, dall’Africa alle Americhe, nell’ottica di quella “Chiesa di tutti e particolarmente dei poveri” auspicata dal Concilio e così centrale nel messaggio di papa Francesco.

Più di 500 persone che vogliono vivere un “Natale diverso” si sono messe a disposizione per aiutare la Comunità nella preparazione dei pranzi, per cucinare il cibo, per addobbare le sale, per servire a tavola, per accogliere gli ospiti. Questi dati rappresentano un segno importante in un tempo che pare ripiegato e preoccupato per le difficoltà delle persone e in cui tante voci raccomandano la chiusura e l’attenzione solo per le necessità vicine.  Il Natale, infatti, risulta essere per tutti un momento di condivisione e porta un messaggio universale di pace e di fraternità”.

La Comunità di Sant’Egidio si ritroverà il 1 gennaio 2018, Giornata della Pace, per una marcia che partirà da S. Vito in Pasquirolo alle ore 16.30 e si concluderà in Duomo per la Messa celebrata dall’Arcivescovo.

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