Il mondo ecclesiale presente alla Borsa internazionale del turismo con uno stand e due seminari: spazi non di “prodotto”, ma di “racconto”

di Massimo PAVANELLO

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Una Madonna recuperata ad Amatrice

Dal 1980, anno della prima edizione, la Chiesa è sempre stata presente alla Borsa internazionale del turismo. E lo sarà ancora dall’11 al 13 febbraio, alla kermesse presso Fieramilanocity. La novità introdotta quest’anno dall’Ufficio nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei consiste nel promuovere – all’interno della Bit – uno spazio dedicato al Turismo religioso, spazio gestito da Vie Sacre.

Lo stand, come spiega don Gionatan De Marco, neo direttore dell’Unts della Cei, «intende essere una piazza dove raccontare le varie esperienze che, attraverso il turismo religioso, portano l’homo viator a immergersi nello stupore. È uno spazio in cui il racconto cerca di mettere insieme più voci: la voce di chi accoglie e accompagna sui territori, la voce di chi ospita e con il letto offre anche un sorriso, la voce di chi traccia e percorre cammini rendendoli capaci di senso, la voce di chi ha a che fare con la bellezza e sa farne dono, la voce di chi costruisce reti e dà il volto a una Chiesa ospitale con i Parchi culturali ecclesiali».

Si potranno incontrare, così, tutti gli operatori della filiera del turismo religioso: dalle case per ferie ai cammini spirituali, dalle guide che propongono percorsi di arte e fede a realtà che fanno rete sul territorio. Anche se, continua don Gionatan, «il nostro stand non è tanto uno spazio di “prodotto”, quanto piuttosto uno spazio di “racconto”, dove la parola chiave per entrare e vivere la dimensione del turismo religioso è stupore! Uno stupore declinato in bellezza, esperienza, cammino, accoglienza, ospitalità». Una bellezza non da vendere, ma da custodire e rigenerare.

Per questo motivo chi visiterà lo spazio del turismo religioso alla Bit troverà anche “due pietre di inciampo” che stimolano la coscienza: la bellezza ferita e la bellezza invisibile. Conclude don De Marco: «La bellezza ferita richiama le tante bellezze architettoniche dell’Italia centrale ferite dal sisma e che sono ora senz’anima, perché non abitate dalla gente che vi trovava pace e speranza. La bellezza invisibile è invece una presenza fortemente simbolica: due senza fissa dimora di Roma accompagnati dai volontari Tgs saranno gli steward che animeranno, accompagneranno e racconteranno lo stupore di fronte alla bellezza che ci circonda, briciola di quella grande Bellezza che ci dà vita».

Per l’accesso alla fiera, occorre registrarsi personalmente al sito ufficiale: http://bit.fieramilano.it/

 

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