Tante le iniziative di matrice ecclesiale organizzate per i piccoli e i giovani della città, che oggi pomeriggio ha ricevuto la visita del cardinale Scola: lunedì mattina on line un servizio

di Cristina CONTI

Monsignor Gianni Cesena

Scuole per l’infanzia, oratorio estivo e momenti di aggregazione: un modo per venire incontro a una società che cambia. Sono tante le iniziative organizzate per i piccoli e i giovani a Peschiera Borromeo, la città che oggi pomeriggio ha ricevuto la visita del cardinale Angelo Scola (lunedì mattina on line un servizio).

Un occhio di riguardo è riservato innanzitutto ai bambini di età compresa tra i tre e i sei anni, con tre scuole per l’infanzia paritarie: la «Papa Giovanni XXIII» in frazione Bettola, la «Avv. Giovanni Buzzoni» in frazione Mezzate e la «Sant’Ambrogio» in frazione Linate. Una privata con circa 160 alunni e con un servizio molto qualificato, che ha sede a breve distanza dalla parrocchia, e due parrocchiali, di cui una è gestita da un ente morale in cui è coinvolta anche la parrocchia.

L’attività più importante per la comunità, però, è sicuramente l’oratorio estivo, con giochi, gite e incontri: quest’anno complessivamente i partecipanti hanno raggiunto il numero di 1.100-1.200 ragazzi e circa 200 animatori. «Si tratta di un vero e proprio servizio per la città: quando le scuole chiudono e i genitori lavorano è importante che ci sia un punto di riferimento. E l’oratorio estivo svolge una duplice funzione educativa e di evangelizzazione», commenta monsignor Giovanni Cesena, responsabile della Comunità pastorale «San Carlo Borromeo».

Durante l’anno, invece, ogni parrocchia organizza momenti di catechesi, divisi per le diverse fasce di età, e proposte di aggregazione giovanile, dalle cene ai film, alle castagnate, insieme ai doposcuola, che però vedono una parteci-pazione più ridotta. «Cerchiamo di portare avanti queste attività nel nome del Vangelo, dipende poi dalla libertà personale di ciascuno il seguirle o meno. Certo la città di Milano è un forte polo di attrazione anche al sabato e alla domenica, momenti in cui le persone hanno più tempo libero, così la partecipazione a queste iniziative non raggiunge grandi numeri», sottolinea don Cesena. C’è poi chi da sempre è stato lontano e, come spesso capita nella società di oggi, un individualismo diffuso che porta molti a stare per conto proprio anche nei fine settimana oppure alla sera. «Riuscire a catturare l’attenzione di un maggior numero di persone rappresenta oggi una vera e propria sfida a cui non bisogna sottrarsi», conclude.

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