Don Gabriele Ferrari, parroco di due comunità che si sono trovate al centro della devastazione dei giorni scorsi e nelle quali i sacerdoti durante le Messe hanno espresso solidarietà ai cittadini: «Un episodio scioccante, ma la popolazione ha saputo reagire, manifestando un'attenzione alla città che va salutata con soddisfazione»

di Stefania CECCHETTI

milanesi puliscono la città

«I sacerdoti esprimono il loro sdegno per la devastazione – insieme lucida e cieca – che ha riguardato alcune strade delle nostre due parrocchie, ed esprimono vicinanza a tutti coloro che ne sono stati involontariamente coinvolti, persone singole, famiglie, attività commerciali». Con queste parole, lette durante le Messe di ieri, le parrocchie milanesi di San Vincenzo in Prato e di San Vittore hanno voluto portare conforto ai loro fedeli, letteralmente sconvolti dopo che il loro quartiere era stato messo a ferro e fuoco dai black-bloc durante la manifestazione anti-Expo di venerdì scorso.

Don Gabriele Ferrari, parroco di entrambe le chiese e decano del Centro storico, spiega così il senso di questa iniziativa: «Solo poche parole, ma ci sembravano necessarie per dire alla gente che la parrocchia c’è, è presente. E anche per raccontare tutto lo sgomento di noi preti della zona di fronte allo scempio di cui è stato oggetto il nostro bel quartiere. Per fortuna la furia devastatrice ha risparmiato la Basilica di Santa Maria delle Grazie, che si trova proprio nel mezzo dell’area interessata dai disordini…».

Uno sgomento condiviso con gli abitanti del quartiere, come spiega ancora don Gabriele: «La sera del primo maggio erano tutti scioccati, anche se nessuno dei parrocchiani che conosco ha subito danni diretti», spiega don Gabriele, che aggiunge, riferendosi alle migliaia di milanesi scesi per le strade per pulire muri e vetrine imbrattatate e porre rimedio alla devastazione: «D’altra parte, nonostante il grande turbamento iniziale, bisogna segnalare il positivo movimento di reazione da parte dei cittadini. È stata una bella manifestazione di attenzione alla città, che dobbiamo salutare con grande soddisfazione».

Lo aveva sottolineato anche il cardinale Scola la sera stessa del primo maggio, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione interna del Duomo: «Abbiamo vissuto una giornata di bellezza – aveva detto riferendosi all’apertura di Expo -, anche se un gruppetto di persone ha cercato di deturparla con la violenza che dobbiamo condannare in maniera radicale. Eppure anche dentro questo stesso gesto insopportabile è apparso un segno bello. Mi hanno segnalato che, appena la situazione si è chetata, molti cittadini sono scesi dalle loro case per aiutare a ripulire la strada. Questo è il modo con cui dobbiamo affrontare tali eventi. Tanta educazione, perché i violenti ritrovino il senso della vita civile e, in modo giusto e pacifico, dimostrino le loro opinioni. Come diceva Giovanni Paolo II, “si vince il male solo circondandolo, da ogni parte, di bene”. Questo è un impegno quotidiano che dà alla nostra vita senso pieno e gusto».

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