Il progetto elaborato dalla commissione diocesana sarà presentato il 5 marzo all’Arcivescovo e al Consiglio episcopale. Poi si stabiliranno le modalità per procedere. Il prossimo anno pastorale dedicato soprattutto alla formazione dei catechisti. Parla monsignor Tremolada

di Luisa BOVE

Monsignor Pierantonio Tremolada

C’è molta attesa in Diocesi per il nuovo progetto di Iniziazione cristiana. Preti e catechisti vorrebbero sapere ciò che li attende per impostare il cammino. Dopo l’incontro del 28 maggio scorso tra il cardinale Scola e il clero ambrosiano sui famosi «cantieri» avviati in Diocesi negli anni precedenti, l’Arcivescovo aveva preso alcune decisioni molto chiare. In seguito il Vicario generale monsignor Mario Delpini aveva scritto una lettera ai preti dicendo loro che nel prossimo settembre avrebbero ricevuto indicazioni precise in merito. Si era infatti costituita una commissione diocesana, presieduta da monsignor Pierantonio Tremolada, Vicario episcopale per l’evangelizzazione e i sacramenti, che aveva l’incarico di elaborare un progetto. Diverse persone (preti e laici) sono state coinvolte nel lavoro. «Ora siamo a buon punto, abbiamo avviato un lavoro serio, che andrà portato avanti anche nei prossimi anni con il contributo di molti – assicura Tremolada -. Il progetto va dai 7 ai 14 anni, distinti in due segmenti: 7-11 (dalla seconda alla quinta elementare) e 11-14 (dalla prima alla terza media). Per il primo segmento il quadro è ormai chiaro. Per il secondo le linee ci sono, ma è necessario un ulteriore approfondimento.

E ora cosa ne fate?
Il prossimo 5 marzo il progetto verrà presentato all’Arcivescovo e al Cem (Consiglio episcopale milanese). Potremo allora dire a tutti come si procederà: quando e come verrà presentato in Diocesi il nuovo progetto. La nostra idea è di inviare una lettera ai decani in cui spiegheremo quali saranno i prossimi passi, così come è avvenuto per presentare le linee dell’iniziazione cristiana.

Ma i sussidi sono già pronti?
Saremo in grado di offrire del materiale che intendiamo utilizzare soprattutto per la formazione dei componenti la comunità educante, in particolare i catechisti e le catechiste. Da questo materiale si procederà poi verso la stesura di veri e propri sussidi. Avremo così a disposizione qualche tempo per una verifica della proposta.

Adesso allora qual è la priorità?
Noi vorremmo dedicare il prossimo anno pastorale alla formazione, in particolare dei catechisti e delle catechiste. Abbiamo infatti in mente un piano di presentazione in Diocesi per introdurre tutti i catechisti a questo nuovo progetto di Iniziazione cristiana. Ciò significa che presenteremo anche la metodologia di lavoro, non solo i contenuti. Ci saranno quindi incontri di formazione sul territorio invitando davvero tutti: ora stiamo valutando le modalità da adottare.

Quindi al primo posto c’è la formazione?
Sì, vogliamo investire molto sulla formazione. Partiamo da qui perché vogliamo lavorare insieme e far capire bene come intendiamo impostare l’itinerario di Iniziazione cristiana. Il materiale che forniremo sarà utile anche per la formazione. Ricevute le indicazioni dall’Arcivescovo e dal Cem, dopo il 5 marzo avvieremo il nostro cammino. Non dobbiamo dimenticare che in settembre avremo anche la “Quattro giorni catechisti”, aperta dallo scorso anno a tutti i soggetti della comunità educante, che si colloca nell’orizzonte di questo progetto: sarà dunque un appuntamento importante anche per iniziare l’anno di formazione.

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