Redazione

Trasformati in amanti della natura dalla figlia di 8 anni, Elisabetta e Stefano Faraoni hanno assecondato l’amore per l’ambiente della loro Giordana e si sono ritrovati a vivere una delle “vacanze natura” a misura di famiglie proposte dal Wwf.

di Stefania Cecchetti

«Siamo sempre stati sensibili ai temi dell’ecologia, ma non si può dire che fossimo una famiglia particolarmente attiva… Poi, però, abbiamo visto quanto a nostra figlia piacesse il contatto con la natura, e così abbiamo cominciato a visitare le oasi del Wwf. Guidati dagli esperti, si incontra la natura in un modo diverso, più consapevole. È stata per tutti un’esperienza molto bella», raccontano Elisabetta e Stefano Faraoni, trasformati in amanti della natura dalla figlia Giordana di 8 anni.

Da cosa nasce cosa ed ecco che, da una guida alle vacanze Wwf presa proprio in occasione di una di queste gite, nasce l’idea di un campo. «Nel settembre del 2005 abbiamo partecipato a una settimana per famiglie nell’oasi naturalistica della laguna di Orbetello. Eravamo alloggiati in un casale situato su un “tombolo”, una delle tre lingue di terra che lega la costa alla penisola dell’Argentario. Quello è stato il nostro campo base per attività ed escursioni: abbiamo osservato gli uccelli migratori nelle postazioni per l’avvistamento dell’oasi; abbiamo fatto escursioni nell’entroterra, come la traversata in canoa del fiume Ombrone; siamo stati per mare, visitando l’isola del Giglio. Insomma tante gite interessanti e accessibili a tutti. Una coppia aveva una bimba di quattro mesi che ci ha seguito praticamente dovunque!».

Esperienze belle, che acquistano un valore aggiunto proprio perché vissute insieme a un’organizzazione come il Wwf: «Certo – dice Elisabetta – all’isola del Giglio ci saremmo potuti andare anche da soli. Ma di sicuro non sarei mai stata capace di visitare un bosco alla ricerca del pelo dell’istrice o delle penne di quel particolare uccello… Senza contare che con un’organizzazione ambientalista si ha accesso ad aree altrimenti irraggiungibili».

Le vacanze per famiglie sono molto diverse dai campi di lavoro, nei quali si può contribuire alla causa ecologista in modo pratico, tirandosi su le maniche. Di certo, per le coppie con figli piccoli è un’opzione più praticabile ed è comunque un’esperienza molto forte, anche grazie alla vita comunitaria: «All’inizio ero scettica – confessa Elisabetta – all’idea di condividere con sconosciuti un’unica stanza di 12 letti. Invece è stato bello conoscere altre famiglie, condividere in parte la gestione della casa, decidere insieme le escursioni. Tutti si sono comportati in modo esemplare, nessuno ha mai fatto il furbo con le piccole incombenze quotidiane. Anzi, c’era la gara a chi arrivava prima ad apparecchiare…». Del resto, osserva Elisabetta, «chi arriva a scegliere una vacanza del genere ha una motivazione di fondo abbastanza chiara, è relativamente facile trovarsi in sintonia con gli altri».

Tanto è stata bella la vacanza, che la famiglia Faraoni ha ripetuto l’esperienza pochi mesi dopo, scegliendo come meta ancora la Toscana, questa volta la città di Siena. Per la gioia della piccola Giordana.

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