L’ultima giornata del pellegrinaggio dei giovani ambrosiani a Rybnik è trascorsa tra la Messa, il pranzo dagli ospiti, visite sul territorio e la festa musicale di chiusura in piazza. Un’occasione per rileggere questi giorni, fatti di fede, relazioni e amicizia

di Davide MAGGIONI
Équipe Gmg

gmg 2016

Una tranquilla domenica slesiana. L’ultima vera giornata del gemellaggio è stata una domenica trascorsa in famiglia. La mattinata è iniziata con la Messa in parrocchia, presieduta dal Vescovo monsignor Pierantonio Tremolada e animata dal coro Shekinah. Se gli applausi sono la misura del successo, direi che sia per il Vescovo, sia per Shekinah la mattinata è stata un successo enorme. Le persone uscivano dalla chiesa felici e sorridenti e, tra una parola in polacco e l’altra, si sentiva pronunciare anche «Shekinah»: segno che l’accompagnamento musicale alla celebrazione è stato molto apprezzato.

Conclusa la Messa, ogni famiglia ha voluto portare il proprio pellegrino ospite a casa per pranzare con lui, ovviamente il pranzo tipico della domenica in questa regione. La domenica si passa in famiglia e, oggi più che mai, l’abbiamo sperimentato anche noi.

Il pomeriggio è stato sostanzialmente libero: qualcuno ha passato il pomeriggio in famiglia, altri sono stati portati a vedere la città o qualche attrazione locale. L’équipe, assieme a monsignor Tremolada, si è recata a visitare la miniera di carbone della città di Rybnik. Qua tutti hanno almeno un papà o un nonno minatori, è il lavoro che per centinaia di anni ha permesso la sopravvivenza di queste zone e delle famiglie che la abitano.

Nel tardo pomeriggio, poi, tutti i pellegrini ospitati a Rybnik sono stati invitati a recarsi in città per la festa di chiusura del gemellaggio. Palchi in ogni pizza della città hanno ospitato performances dei gruppi provenienti da diverse parti del mondo. Anche i gruppi provenienti da Milano si sono fatti conoscere, presentandosi e facendo cantare a tutta la piazza alcune canzoni tipiche del nostro repertorio.

Una domenica tranquilla, insomma, anche per poter rileggere questi splendidi giorni. Giorni fatti di fede e relazioni, di amicizie e di capacità di mettersi in gioco. Recita una famosa battuta del film Il Mago di Oz: «Nessun posto è bello come casa mia». Oggi questa frase non è più un dogma per noi, perché un “posto bello” ci è stato donato proprio qui dove forse non ce lo aspettavamo neanche, dove chi ci ha accolto non si è mai risparmiato e ci ha fatto sentire a casa con mille attenzioni e piccoli gesti. Dove, insomma, possiamo dire di esserci caricati per vivere al meglio i giorni intensissimi che vivremo a Cracovia.

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