Al pellegrinaggio regionale del 3 e 4 ottobre parteciperanno anche 500 stranieri in rappresentanza di tutti coloro che vivono in Lombardia da anni e si sono ben integrati nella società civile e nelle comunità ecclesiali

di Luisa BOVE

migranti

Quest’anno il tradizionale Pellegrinaggio regionale dei migranti delle Diocesi lombarde che, secondo la tradizione si svolge nella prima domenica di ottobre, non si terrà a Caravaggio, ma ad Assisi. «Abbiamo accolto la proposta del Vescovo monsignor Franco Agnesi, delegato della Conferenza episcopale lombarda per la Pastorale dei migranti, di partecipare al Pellegrinaggio del 4 ottobre ad Assisi per l’offerta della Regione Lombardia dell’olio della lampada del santo patrono d’Italia», spiega don Antonello Martinenghi, direttore dell’Ufficio migrantes di Lodi.

Saranno presenti migranti delle Diocesi di Milano, Lodi, Crema, Bergamo, Brescia e Como (sei su dieci) che riempiranno 7-8 pullman per un totale di 500 persone circa. «Il viaggio sarà faticoso: si partirà sabato notte perché i migranti non hanno soldi per gli alberghi e dormiranno in pullman», spiega don Martinenghi. L’arrivo sarà domenica mattina per partecipazione alla Messa, poi visita alla città e pranzo al sacco. Verso le due del pomeriggio si riparte. L’organizzazione ha fatto sapere che i posti riservati nella basilica di Assisi saranno solo 30 per i migranti, ogni Diocesi quindi sceglierà i suoi 5 rappresentanti, mentre i direttori degli uffici della Pastorale dei migrantes potranno concelebrare alla Messa. Tutti gli altri seguiranno la celebrazione dall’esterno, si spera su maxi schermi.  

«Ad Assisi sarà presente la Chiesa di Lombardia, oltre alle istituzioni civili – continua don Martinenghi -, per questo ci sembrava giusto far vedere che le Chiese lombarde sono accoglienti ed esistono già belle realtà di migranti inseriti nel tessuto civile, sociale, lavorativo ed ecclesiale. La Chiesa di Lombardia è una Chiesa arricchita dalla presenza di stranieri».

È vero che ora si sta affrontando la questione dei profughi richiedenti asilo, ammette il responsabile migranti di Lodi, «ma noi siamo lì solo per dire a tutti che, al di là dell’emergenza attuale e al dibattito in corso, la Chiesa di Lombardia ha una lunga tradizione di accoglienza e ci sono tanti migranti inseriti nelle nostre realtà ecclesiali in tutta la regione». E aggiunge: «Per Assisi partiranno migranti dell’America Latina, Africa e Asia che vivono la loro fede nella nostra terra perché sono arrivati anche 10, 15, 20 anni fa e ora sono alla seconda generazione».

Don Martinenghi non nasconde però la sua amarezza per gli assenti. «Noi dobbiamo evangelizzare qualche nostra vecchietta che non concede alle badanti un’ora di permesso neanche una domenica all’anno. Io ho rumene, bielorusse e ucraine che all’ultimo pellegrinaggio mi hanno detto che sarebbero state sgridate perché siamo rientrati in ritardo. Eppure hanno diritto a qualche ora la domenica. Per questo i tre pullman in partenza da Lodi per Assisi saranno composti da latinoamericani e africani, con solo 2 o 3 persone dell’Est Europa».

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