Redazione

Dal 7 novembre vengono esposte in mostra
al Museo Diocesano due Pietà,
quella di Vincent Van Gogh, conservata ai Musei Vaticani,
e quella di Eugène Delacroix,
proveniente dal Museo Nazionale di Arte,
Architettura e Design di Oslo.
Le due opere sono giustapposte
in uno stringente confronto,
che sottolinea ed evidenzia l’ispirazione
che Van Gogh ha tratto dalla Pietà di Delacroix.

La Pietà realizzata da Delacroix porta il tema a un’estrema semplificazione: madre e figlio sono racchiusi in un gruppo solitario e compatto – certo non ignaro delle Pietà michelangiolesche. Questa stessa sintetica struttura viene ripresa da Van Gogh, che si ispira a una litografia tratta dalla Pietà di Delacroix, della quale cerca – con successo – di ricostruire la forza del dolore. Èimportante sottolineare come Van Gogh si basi su una copia in bianco e nero: lavora dunque sull’intensa emotività che traspare dall’opera di Delacroix e sulla sua notevole forza comunicativa.

Van Gogh realizza due versioni sulla Pietà di Delacroix, da lui conosciuta grazie a litografie riproducenti il dipinto dell’artista francese; Van Gogh sente – verso la fine della sua vita – un’urgente attrazione verso l’arte del passato , che sembra consentirgli di trovare un equilibrio tra iconografia tradizionale e ricerca artistica.

L’umanità delle figure di Delacroix colpisce Van Gogh: in esse trova gestualità ed espressività contemporanee, in grado di raccontare in chiave universale il dolore del sacrificio. Soprattutto la figura della Madonna, intesa come Mater dolorosa, è vicina al sentire di Van Gogh: le sue mani da contadina raccontano di una vita faticosa al margine della società , tema a cui Van Gogh è sempre stato particolarmente sensibile e che ha sempre indagato con attenzione.

La gamma cromatica utilizzata è tipica di Van Gogh, anche se ridotta a un semplice contrasto tra giallo e azzurro: gli abiti sono di un azzurro freddo, sia opaco che brillante, come il cielo, in netto contrasto con il colore caldo del giallo oro del grano. I gesti esasperati e l’accentuata espressività dei volti sono sottolineati dal corposo segno di contorno.

Quello della Pietà è per Van Gogh un soggetto molto insolito: raramente egli si cimenta in temi esplicitamente religiosi, e questo è l’unico caso in cui egli rappresenti l’immagine di Cristo. L’opera viene realizzata dall’artista nel 1889, in un momento molto delicato della sua vita, subito dopo l’episodio autolesionistico nel corso del quale si era tagliato il lobo dell’orecchio sinistro.

A causa di questo incidente l’artista viene ricoverato in ospedale e poi in una casa di cura dove si dedica allo studio del tema della Pietà. Va comunque ricordato che Van Gogh ha sempre dimostrato forti inclinazioni religiose, dovute sia alla professione del padre – pastore calvinista – che a una sua personale inclinazione, coltivata durante lunghi anni di intensa attività come predicatore.

La Pietà realizzata da Van Gogh ricalca dunque il modello di Delacroix, ed entrambi gli artisti si cimentano in un tema tuttora attualissimo: quello dell’umana sofferenza.

Visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle 10 alle 18.

Per informazioni e prenotazioni, tel. 02.89420019.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi