Le parole di papa Francesco sono state scelte quale slogan dell’iniziativa vocazionale che vedrà i seminaristi del Quadriennio animare il Decanato Villoresi, tra Messe, incontri nelle scuole e negli oratori e vita in famiglia

di Ylenia SPINELLI

Don Mauro Viganò

È un Decanato davvero vivace, il Villoresi, soprattutto dal punto di vista vocazionale. Qui mercoledì 21 settembre il cardinale Scola ha inaugurato la prima Comunità seminaristica adolescenti; qui c’è un Centro vocazionale che funziona molto bene; ed è proprio qui che, dall’1 al 4 ottobre, si svolgerà la diciassettesima Missione vocazionale dei seminaristi del Quadriennio (l’ultima si era svolta nel 2014 a Milano-Città Studi). Ne è davvero orgoglioso don Mauro Viganò, che spiega: «È partito tutto dalla bella dimensione di fraternità sacerdotale tra noi preti di Pastorale giovanile e i parroci. Quando c’è fraternità i progetti sono condivisi e ciascuno li sostiene».

C’è dunque grande attesa nelle 17 parrocchie del Decanato e soprattutto nelle 66 famiglie che ospiteranno ciascuna un seminarista del Quadriennio teologico. Sì, perché la Missione vocazionale è andare incontro alla gente, portare la propria testimonianza di fede, dialogare e confrontarsi sulle personali scelte di vita e condividere la quotidianità.

Da mesi il Decanato si sta preparando a questo evento. Domenica scorsa, poi, è stata organizzata una fiaccolata di quaranta chilometri dal Seminario di Venegono a Parabiago. «Da un’unica fiaccola, partita dal Seminario – racconta don Viganò – sono state accese sei lampade corrispondenti alle nostre sei Comunità pastorali, perché la fiamma della fede ci accompagni nei prossimi giorni fino al 1 ottobre, quando la Missione avrà inizio». Sempre in preparazione alla Missione, martedì 27 settembre, alle 21, è in programma un’Adorazione eucaristica con don Samuele Marelli, che coinvolgerà in particolar modo gli adolescenti.

Il titolo scelto per questa Missione – «Campioni di vita, campioni d’amore» – è una citazione dell’omelia di papa Francesco, in occasione del Giubileo dei ragazzi del 24 aprile a Roma. «Vi hanno partecipato ben 150 adolescenti del Decanato – continua il sacerdote – e noi preti abbiamo subito capito che i nostri ragazzi si sono sentiti coinvolti, interpellati da questa frase e, visto che il Santo Padre invita sempre i giovani a essere protagonisti, abbiamo pensato che fosse il titolo adatto per la nostra Missione vocazionale». Don Viganò tiene però a precisare che il protagonismo non deve essere “di facciata”, ma reale e vissuto nella quotidianità con determinazione.

L’hanno scritto anche nella preghiera in preparazione alla Missione, che da settimane viene letta ogni giorno durante le Messe: «Il nostro cuore non bruci, ma arda sempre». E infatti ciò che i 25 sacerdoti del Decanato auspicano è che questa esperienza non sia un fuoco fatuo, senza continuità. «Ci auguriamo che, in modo particolare i giovani e gli adolescenti, colgano la bellezza di seguire Gesù, magari attraverso una scelta definitiva di consacrazione, ma anche semplicemente nella quotidianità, vivendo con ardore la gioia che nasce dall’incontro con il Signore».

È un po’ ciò che auspicano gli stessi seminaristi, come spiega Samuele Ferrari, dell’équipe di Pastorale vocazionale del Seminario, che sta contribuendo a organizzare la Missione: «Sarà per noi un’occasione privilegiata per parlare di Gesù e di come la sua presenza renda piena di gioia la vita di tutti».

Saranno tanti i momenti in cui i seminaristi porteranno la loro testimonianza vocazionale: incontreranno ragazzi di ogni fascia di età, animeranno le Messe e andranno nelle scuole per parlare anche a chi magari non frequenta la parrocchia o l’oratorio. «Magari – continua il seminarista – in qualcuno apriremo o riapriremo domande profonde di fede e sul significato della propria vita, che, come ricorda sempre il nostro arcivescovo Scola, è in se stessa vocazione».

Tante attese i seminaristi le hanno anche dall’esperienza di ospitalità nelle famiglie: «Pur nella straordinarietà dell’evento – aggiunge Ferrari – il vivere in famiglia può essere un richiamo forte all’ordinarietà, condividendo momenti semplici come una cena o una chiacchierata e gustandone la bellezza». Anche ai seminaristi, poi, piace molto lo slogan scelto dal decanato, «Campioni di vita, campioni d’amore». «È un invito a costruire e camminare insieme, giorno dopo giorno, con umiltà e fatica, per essere riconosciuti discepoli del Signore. In questi quattro giorni l’invito sarà esteso a tutte le persone che incontreremo, perché tutti possano seguire Gesù, campione di vita e di Amore».

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