Il cardinale Scola presiederà la messa vespertina alle 17.30 (diretta tv e web), inaugurando il “tempo forte” di Quaresima. Monsignor Luigi Manganini illustra il significato del rito

di Luisa BOVE

Scola rito delle ceneri

«Nella tradizione ambrosiana, fino alla riforma conciliare, non c’era il rito delle ceneri in Quaresima», dice mons. Luigi Manganini, Arciprete del Duomo, «ma venivano date nelle famose “litanie minori” che si celebravano dopo l’Ascensione. Solo in seguito si è collocato questo rito il lunedì, perché la domenica non è un giorno penitenziale, ma di festa, di Risurrezione, anche la prima domenica di Quaresima. Ai tempi di San Carlo infatti la messa veniva celebrata con i paramenti bianchi». E aggiunge: «Quando si è introdotto il nuovo Messale, si è stabilito che il giorno in cui compiere questo gesto penitenziale doveva essere il primo lunedì di Quaresima».

«Per questo l’Arcivescovo celebrerà il rito delle ceneri in Duomo lunedì 27 febbraio alla messa vespertina delle 17.30», dice. In realtà, pur essendo consentito anticipare il rito nella celebrazione vespertina della domenica, «non è l’ideale», ammette mons. Manganini. «Meglio sarebbe che la celebrazione di questo rito avvenisse appunto il primo giorno effettivo di Quaresima che è il lunedì (che i elrito romano corrisponde al mercoledì delle ceneri), per questo potremmo quasi chiamarlo “il lunedì delle ceneri”».

In genere però cosa succede? «I pastori dicono che la domenica pomeriggio o la sera c’è molta gente a Messa e se spostano il rito al lunedì ci sono pochi fedeli. La partecipazione della gente, siamo d’accordo, è un criterio molto importante, ma questo non può essere l’unico criterio, perché rischia di essere quantitativo e non qualitativo. Occorre invece guidare la sensibilità pastorale dei fedeli: l’educazione alla liturgia è continua e il nostro Sinodo parla di “sapienza celebrativa”».

«Una buona soluzione pastorale», insiste l’Arciprete, «potrebbe essere quella di una celebrazione solenne la sera del lunedì, evitando di “sparpagliare” il rito delle ceneri a tutte le messe della giornata. Ciò potrebbe avvenire anche nelle Comunità pastorali con la celebrazione della liturgia della Parola o l’Eucaristia».

Ma il tempo di Quaresima è caratterizzato anche da altri gesti penitenziali liturgici, dice ancora mons. Manganini, «a parte quelli ascetico-personali, c’è abbondanza della Parola di Dio: nei giorni feriali (tranne il venerdì) si leggono tre letture e in particolare la Genesi e i libri sapienziali, secondo una tradizione che risale addirittura ad Ambrogio». Poi va poi dimenticata la preghiera, il digiuno e il sacramento della Riconciliazione.

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