A Seveso appuntamento con don Falabretti, responsabile nazionale della Pastorale giovanile. Don Massimo Pirovano spiega il senso dell’itinerario verso l’assemblea dei Vescovi: «Ogni comunità è invitata ad ascoltare i giovani, ad accogliere i loro punti di vista, a confrontarsi sulle parole e sui gesti nei loro confronti»

di Annamaria BRACCINI

don massimo pirovano
Don Massimo Pirovano

Il prossimo appuntamento formativo per gli educatori e gli incaricati di Pastorale giovanile, in programma venerdì 13 ottobre al Centro pastorale ambrosiano di Seveso (via San Carlo 2) alle 21, sarà un primo passo nel cammino in preparazione al Sinodo dei Vescovi sui giovani. La serata vedrà infatti la presenza di don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale di Pastorale giovanile (in allegato i dettagli).

Per don Massimo Pirovano, responsabile del settore Giovani della Pg, si avvia così «un itinerario di discernimento che avrà come primo passo il “ri-conoscere”. Un invito per ogni comunità ad ascoltare i ragazzi, a essere coinvolta nella passione per i giovani, a rileggere la propria capacità di generare a una vita di fede. Come ci ricorda don Falabretti – aggiunge – è infatti importante rileggere, fare sintesi e rilanciare le pratiche pastorali. Questo significa “tirare fuori tutto” per confrontarsi sulle parole e i loro significati, accogliendo più punti di vista e componendo una comunione di sguardi e di intenti allo scopo di porsi in ascolto dei giovani e di accompagnarli all’incontro con Gesù».

Che cos’è il Sinodo dei Vescovi sui giovani, voluto da papa Francesco e programmato per l’ottobre 2018?
È appunto una splendida occasione per le comunità di confrontarsi sulle parole, sui gesti, sulla dedizione verso le giovani generazioni. Naturalmente ciò implica un lavoro comune che non escluda i ragazzi stessi.

L’Arcivescovo di Milano, monsignor Delpini, tra le sue priorità, ha indicato proprio i ragazzi e la loro formazione. Quindi è facile pensare che vorrà accompagnare momenti particolarmente significativi del cammino di preparazione verso il Sinodo. Si è pensato a eventi specifici?
Certo. Dopo la Redditio Symboli, nella quale i giovani entrano per la prima volta in contatto con l’Arcivescovo, vi saranno altre tappe durante l’anno. Alcune sono scandite da un lavoro molto proficuo, sviluppato in collaborazione con l’Università Cattolica; altre saranno momenti di forte ascolto della realtà giovanile, nell’ambiente universitario, in quello sportivo e del tempo libero. Nell’anno che ci separa dal Sinodo, è nostro desiderio dare voce ai giovani, con un coinvolgimento a livello di Zone pastorali e Decanati, rendendoli protagonisti e visibili, magari attraverso video autoprodotti e linguaggi multimediali a loro particolarmente cari. Vorremmo approdare con questi strumenti sui media diocesani e collegati alla nostra Chiesa, come la radio o trasmissioni televisive. È una scommessa a cui i giovani hanno subito risposto con entusiasmo: siamo convinti che realizzeremo un buon lavoro di preparazione per presentarci al meglio all’appuntamento con il Sinodo.

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