Incontri zonali promossi dall'Ufficio amministrativo diocesano sulla necessità di salvaguardare i luoghi di culto e gli ambienti destinati alle attività attraverso interventi di manutenzione ordinaria

di Luisa BOVE

Don Umberto Oltolini

La Curia di Milano sta avviando un importante progetto sulla manutenzione programmata degli immobili delle parrocchie realizzato dall’Ufficio amministrativo della Diocesi, «anche se di fatto viene da una domanda che parte dalla base – ammette il collaboratore don Umberto Oltolini -. La nascita negli ultimi anni di tante comunità pastorali ha fatto emergere la necessità di avere, all’interno delle parrocchie, referenti tecnici che potessero farsi carico della cura del patrimonio immobiliare».

I parroci infatti sono i custodi dei locali della parrocchia, non solo per renderli abitabili e accoglienti, ma anche sicuri e adeguati alle norme vigenti…
Gli immobili sono una risorsa e vanno custoditi. Le strutture sono frequentate dalle persone della comunità e devono essere sobrie, ma anche rispondere a determinati requisiti, per esempio alle norme di sicurezza. Ci sta a cuore il fatto che abbiano a disposizione ambienti sicuri anche dal punto di vista dell’agibilità, delle certificazioni degli impianti e di una serie di requisiti che le strutture richiedono.

Che cosa chiedete quindi ai singoli parroci e alle comunità pastorali?
Di mettere a disposizione un tecnico della parrocchia e nel caso delle comunità pastorali di trovare un unico referente, come pure nei decanati, che sia competente e possa presentare la carta di identità degli immobili che la parrocchia ha a disposizione, cioè creando il fascicolo tecnico del fabbricato.

Quali sono le strutture da monitorare?
Sono gli edifici di culto, che hanno caratteristiche particolari, a volte più simboliche che architettoniche, si tratta quindi di edifici che richiedono una maggiore attenzione perché escono dai canoni standard. Poi ci sono le case canoniche, gli oratori, le scuole, i cinema-teatro, le palestre… Chiediamo allora alle parrocchie di individuare un tecnico che verrà debitamente formato dalla Diocesi e che avrà il compito di fare una fotografia dello stato di fatto degli immobili. Al momento abbiamo a disposizione solo l’inventario catastale di tutti i beni immobiliari delle parrocchie, manca invece lo stato reale. Attraverso questa operazione vogliamo evitare che le parrocchie si trovino improvvisamente a intervenire quando ormai le strutture hanno subito un degrado tale per cui la spesa diventa onerosa e insostenibile. Già oggi le parrocchie se ricevono 1 euro di offerta devono spenderne la metà per la manutenzione delle proprie strutture.

Questo lavoro di ricognizione, monitoraggio e intervento rappresenta una sorta di investimento e risparmio per il futuro?
Certo, è proprio così. Anche se le parrocchie avranno un costo minimo da sostenere per il coinvolgimento di persone competenti, professionisti, pensiamo che questi soldi siano ben spesi e ben investiti. L’aspetto economico non deve essere il problema principale, altrimenti non ci muoviamo più. Di fronte alla crisi economica che tocca tutta la società, anche per le nostre realtà parrocchiali non è il momento di costruire nuove strutture, ma di conservare l’esistente. Questa è davvero un’opportunità da non perdere.

La cura pastorale passa anche dalla “cultura” della conservazione, dal rispetto degli ambienti da parte di ragazzi, adulti e anziani, perché il patrimonio è di tutta la comunità e di chi verrà dopo…
Il problema del patrimonio immobiliare non riguarda solo il parroco, il responsabile della Comunità pastorale o il Consiglio affari economici, ma tocca l’intera comunità cristiana. A lei dovrebbe stare a cuore la possibilità di avere strutture e ambienti che siano accessibili da parte di tutti, sobri, adeguati, sicuri. Questo è il desiderio di ogni famiglia media che porta i propri ragazzi in oratorio, negli ambienti parrocchiali e nelle società sportive. Ora dobbiamo iniziare a sensibilizzare le parrocchie e tutte le comunità cristiane sulla tematica, per questo abbiamo messo in programma quattro incontri nelle varie zone pastorali della Diocesi.

La presentazione del progetto nelle Zone pastorali

Nei giorni scorsi si è tenuto a Seveso un incontro riservato ai decani di presentazione del piano di manutenzione programmata degli immobili di proprietà delle parrocchie che coinvolge tutta la diocesi. Il lavoro di sensibilizzazione ora prosegue per coinvolgere le sette zone pastorali. A partire dal 21 maggio infatti, l’Ufficio amministrativo diocesano (Uad), guidato dal responsabile don Enzo Barbante, organizza per quattro martedì alle 21 altrettanti incontri sulla “Manutenzione programmata degli immobili e il fascicolo tecnico del fabbricato”. Alle serate di presentazione sono invitati i parroci, i consiglieri per gli Affari economici delle parrocchie e i tecnici e i professionisti che già collaborano nelle comunità prendendosi cura del patrimonio immobiliare.

Ad aprire i lavori saranno sempre i Vicari episcopali di zona dei territori in cui si svolgono gli incontri: il 21 maggio, presso il Collegio arcivescovile De Filippi, sala Tarcisio Pigionatti (via Brambilla 15) a Varese ci sarà monsignor Franco Agnesi; il 28 maggio, alla Casa cardinal Schuster, salone Pio XII (via S. Antonio 5) a Milano, monsignor Carlo Faccendini; il 4 giugno al Cinema-teatro Fratello Sole presso la parrocchia Sacro Cuore (via Massimo d’Azeglio 1) a Busto Arsizio, monsignor Giampaolo Citterio; l’11 giugno al Cinema-teatro Nuovo presso la parrocchia di S. Antonio Abate (via dell’Incoronata 8) a Valmadrera (Lecco), monsignor Maurizio Rolla.

Il programma sarà uguale per tutte le serate: alle 21, saluto del Vicario episcopale; 21.15, presentazione del progetto da parte di don Umberto Oltolini, collaboratore Uad; 21.45, sull’importanza del piano di manutenzione e la presentazione di casi concreti interverrà l’ingegner Fulvio Rosa del Politecnico di Milano; alle 22.10, presentazione degli strumenti operativi del progetto con il geometra Achille Invernici, tecnico Uad; 22.30, il ruolo affidato a Consulta srl con intervento del presidente Giulio Nencioni; alle 22.45, eventuali quesiti da parte del pubblico.

Il braccio operativo del progetto è stato affidato alla società Consulta che, con i suoi esperti, da anni amministra molti immobili parrocchiali sparsi sull’intero territorio ambrosiano.

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