Nel Duomo gremito da migliaia di fedeli l’Arcivescovo ha presieduto un Rosario meditato, ulteriore tappa del cammino di preparazione al VII Incontro Mondiale delle Famiglie

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Questa sera, in Duomo, il cardinale Angelo Scola ha presieduto un Rosario meditato, celebrazione pensata come ulteriore tappa del cammino di preparazione al VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Erano presenti diverse migliaia di fedeli, oltre a quelli che hanno partecipato alla celebrazione seguendo le dirette radio, tv e web. Il senso della serata era infatti quello di una celebrazione comunitaria in cui il popolo di Dio che è in Milano, guidato dal suo Arcivescovo, esprimesse la fede grata nel Signore che ha donato Maria come Madre e come modello di vita.

Il tema della meditazione dell’Arcivescovo era “Erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme con Maria, la Madre di Gesù”, tratto da Atti degli Apostoli 1,14.

«Col santo Rosario, questa sera, abbiamo percorso un cammino insieme a Maria», ha sottolineato Scola, che di quell’itinerario ha voluto fissare due tratti della Vergine, «il suo amore materno e la sua gioia». Immedesimandosi in essi, non può esserci «miglior preparazione all’ormai vicinissimo VII Incontro Mondiale delle Famiglie, impreziosito dalla straordinaria presenza di Benedetto XVI». E per questa immedesimazione il Cardinale ha raccomandato «la pratica del Rosario quotidiano, anche a frammenti mentre andiamo al lavoro, o una decina insieme in famiglia o prima di dormire», e inoltre partecipando «alla recita comunitaria che si svolge tutti i giorni nelle nostre parrocchie e comunità».

Per quanto riguarda l’amore materno di Maria, Scola ha posto in evidenza «il “mite coraggio del sì” al disegno provvidenziale di Dio». Un sì «alla vita, attraverso la generazione e l’educazione dei figli», «al lavoro e all’impegno quotidiano per edificare la propria dimora e la città di tutti» e alla condivisione dei bisogni» (e qui ha ricordato «che tutti dobbiamo partecipare alla seconda fase del Fondo Famiglia/Lavoro»). Altro carattere dell’amore materno di Maria «è la sua assoluta gratuità»: «Maria nulla pretende per sé, non afferma la sua volontà, ma sempre quella di un Altro, di Lui si fida e a Lui si affida».

La gioia di Maria, invece, «nasce dal dono totale di sé», «che non teme di giungere fino al sacrificio». Una «legge ineludibile: inganna chi sostiene il contrario, convincendo i nostri giovani che il desiderio sia incompatibile con il compito, che volere si opponga a dovere». A Maria «madre della nostra gioia» l’Arcivescovo in conclusione ha chiesto «una speciale intercessione per tutte le famiglie».

Le preghiere sui Misteri sono state accompagnate da testimonianze tratte dalle omelie di Benedetto XVI dedicate alla Vergine. Come immagine-guida è stata portata in processione ed esposta alla venerazione dei fedeli la Madonna dell’Idea, icona del XV secolo conservata in Cattedrale. L’animazione musicale è stata curata dalla Schola Cantorum del Santuario della Madonna Addolorata di Rho.

In Duomo era presente anche l’icona della Sacra Famiglia, immagine-simbolo dell’Incontro mondiale delle Famiglie, il mosaico realizzato dal maestro padre Marko Rupnik e donato da Benedetto XVI a monsignor Erminio De Scalzi.

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