Ne “Il Volto del Risorto” di padre Marie-Joseph Le Guillou una significativa prospettiva di lettura del Concilio Vaticano II

Copertina 'Il Volto del Risorto'

«Il Concilio Ecumenico Vaticano II è stato un dono dello Spirito alla sua Chiesa. È per questo motivo che rimane come un evento fondamentale non solo per capire la storia della Chiesa in questo scorcio di secolo, ma anche, e soprattutto, per verificare la permanente presenza del Risorto accanto alla sua Sposa tra le vicende del mondo». Così si esprimeva il beato Giovanni Paolo II in occasione dell’atto di chiusura del Convegno internazionale sull’attuazione del Concilio Vaticano II che lo stesso Papa, Padre conciliare, aveva promosso durante il grande Giubileo del 2000. Queste parole sono in perfetta sintonia con la prospettiva di lettura che padre Marie-Joseph Le Guillou offre nel suo Il Volto del Risorto (Edizioni Cantagalli, 388 pagine, 22 euro).

Come ci informa lo stesso autore, la pubblicazione di quest’opera era prevista per il mese di dicembre 1966, soltanto un anno dopo la chiusura del Concilio. La sua redazione era stata incoraggiata dall’invito rivoltogli da taluni presuli con i quali il padre aveva collaborato a partire dal secondo periodo conciliare «a tratteggiare una sintesi d’insieme del Concilio che potesse aiutare i loro sacerdoti e i loro laici a conoscere le stesse scoperte che essi avevano fatto durante le sessioni».

Dalla fine degli anni Sessanta a oggi sono trascorsi quasi cinquant’anni, mezzo secolo durante il quale la Chiesa ha vissuto, fra luci e ombre, il processo di ricezione dell’ultimo Concilio ecumenico e i testi sul Concilio si moltiplicheranno nel corso dei prossimi anni: era davvero necessario recuperare Il Volto del Risorto? Sì, senza alcun dubbio e per vari motivi.

Innanzitutto, in ragione dell’ipotesi generale di lettura che padre Le Guillou propone: il Vaticano II è un Concilio incentrato sul mistero di Gesù Cristo, offerto agli uomini nell’oggi della storia: «Contemplazione del Volto di Cristo suscitata dallo Spirito: questa è stata la pulsazione essenziale del cuore, forse nascosto ma infinitamente reale e dinamico, del Vaticano II». È attraverso tale contemplazione, che ci rivela Cristo in quanto immagine del Dio invisibile nel quale la Chiesa si riflette come in uno specchio, che ci viene manifestato lo splendore profetico del Vaticano II.

Inoltre la lettura de Il Volto del Risorto aiuta a comprendere con chiarezza il debito che la Chiesa ha contratto con il suo Signore nel Concilio Vaticano II: il Concilio è stato sicuramente un avvenimento che ha avuto come iniziatore e protagonista soprattutto lo Spirito del Risorto e come orizzonte specifico la missione salvifica della Chiesa nel mondo (dimensione pastorale).

Un ultimo elemento che vale la pena porre in evidenza nella presentazione del Vaticano II del padre Le Guillou può essere identificato con lo stile teologico profondamente unitario ed ecumenico che lo caratterizza. Infine, le parole scritte da una delle figure più significative della teologia contemporanea, Henri de Lubac, rappresentano l’invito migliore alla lettura di quest’opera e, nello stesso tempo, un omaggio dovuto a un vero testimone del Risorto: «Reverendo e caro Padre, Il Volto del Risorto è stato un ottimo compagno di vacanza. È un libro scritto con amore, amore entusiastico per il recente Concilio perché questo Concilio ha valorizzato il Mistero di Cristo. Il libro alla lunga resterà un’opera di consultazione solida sul Concilio e uno stimolo per la vita cristiana».

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