In Curia arcivescovile il convegno annuale organizzato dall’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute. In allegato il programma

volontariato

«Pedagogia del bene. Educarsi a una vita buona» è il tema del convegno annuale organizzato dall’Ufficio per la Pastorale della Salute – Settore del Volontariato dell’Arcidiocesi di Milano, previsto per sabato 30 aprile, dalle 9 alle 12.30, in Curia arcivescovile a Milano (piazza Fontana 2, Sala Convegni piano terra). Un appuntamento indirizzato a volontari e responsabili di associazioni di volontariato, assistenti spirituali, cappellani, diaconi e suore delle cappellanie, parroci, responsabili decanali per la Pastorale della salute e quanti sono interessati ad approfondire la tematica.

In programma interventi di monsignor Luca Bressan (vicario episcopale), don Paolo Fontana (responsabile della Pastorale diocesana della Salute), don Carlo Stucchi (rettore della Cappellania del “Pio Albergo Trivulzio”), Alberto Scanni (oncologo e primario emerito dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano, consigliere degli Ordini Medici di Milano) e Faustino Boioli (già primario del Reparto di Radiologia dell’Ospedale Fatebenefratelli e fondatore dell’Associazione Medici Volontari Italiani), e alcune testimonianze, tra le quali quelle dello scrittore Alessandro D’Avenia e dell’attore Giacomo Poretti.

Il convegno nasce dal desiderio di fare emergere il filo conduttore che lega i vari gruppi di volontariato e l’obiettivo che li accomuni: farsi incontro, da uomo a uomo, a chi vive un’esperienza di svantaggio, di crisi, di difficoltà. La motivazione che sostiene il volontariato, è qualcosa di interiore che solo la persona che fa volontariato può controllare, tenere viva, accrescere. Fare volontariato è un atto che provoca le esistenze in quanto le “fa uscire” da se stesse; ma è anche una provocazione sociale in quanto mette in circolo la parola “gratuità”, intesa nella sua relazione interpersonale come forma di apertura e di dono, libera da interessi economici o di potere. Per questo, in una società dai volti indistinti, sfuocati, i volontari offrono un volto umano, umanizzano le relazioni, aprono la strada a un nuovo umanesimo.

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