Corrono lungo il web - dal sito ufficiale a Facebook e Twitter - le testimonianze in tempo reale di quanti hanno vissuto personalmente l’evento

di Francesca CASSANI

Family_Facebook

Commozione, gratitudine, ma soprattutto la voglia di dire «io c’ero». È il popolo del web che si racconta, confronta, lasciando una testimonianza indelebile di ciò che ha vissuto durante il VII Incontro mondiale delle Famiglie. Perché in rete tutto resta: immagini, post, twitt, commenti, status. Da Facebook al sito di Family 2012, passando per Twitter dove migliaia di cinguettii hanno raccontato in tempo reale ciò stava accadendo a Milano, la «Chiesa viva», come l’ha definita Benedetto XVI, si è fatta sentire.

Da Bresso Alessandro ha descritto sul web «lo straordinario silenzio che sanno fare un milione di persone a Messa» e in contemporanea Luigi ha digitato: «Vorrei riuscire a trasmettervi l’indescrivibile emozione che si prova ad essere qui in comunione di preghiera». Evidente anche il sentimento di Giuseppe: «Benedetto XVI raggiunge l’altare tra la folla gioiosa: difficile restituire l’entusiasmo in un tweet :)». Eppure ci riescono, eccome.

La pagina Facebook ufficiale del VII Incontro mondiale delle famiglie ha registrato oltre 10 mila like, significa che oltre 10 mila persone hanno condiviso e apprezzato, scrivendo appunto «mi piace», ciò che è stato scritto o raccontato. Più di 600 hanno lasciato commenti e oggi che l’evento è finito sono tantissimi a dare testimonianza dell’esperienza vissuta. Per questo Family ha aperto un nuovo canale dove poter cliccare e scrivere il proprio racconto (www.family2012.com).

Come ha fatto Ofemia, filippina, in Italia da vent’anni, sposata con due figlie che parla della sua vocazione: «Quando ero bambina ho desiderato entrare in convento, ma il mio destino era la famiglia. Nonostante i miei parenti siano lontani, grazie all’aiuto di Dio non mi sono mai sentita sola e auguro alle mie figlie che Dio entri nel loro cuore, illumini le loro vite rendendole belle come la mia».

Per Mario l’Incontro è stata «un’esperienza straordinaria da fare almeno una volta nella vita», mentre Enrica, madre di 4 bambini racconta come ospitando una famiglia francese abbiano vissuto l’evento in maniera davvero speciale: «Rientrati a casa dopo la festa di sabato sera – scrive – abbiamo pregato tutti insieme, adulti e bambini, ognuno nella propria lingua. Le stesse preghiere dette con parole diverse sono arrivate tutte insieme a Dio». Enrica, poi, parla di sé e di come «la presenza del Papa a Milano ha aperto una speranza per il futuro e un rafforzamento della mia già ben radicata fede, senza Dio l’uomo non arriva da nessuna parte, non ha mete e traguardi da raggiungere».

Marcela, equadoregna che vive in Italia e che ha ospitato una famiglia del suo paese dice: «Pensavamo di dover dare e invece abbiamo solo ricevuto: vedere un fiume di persone unito dall’amore infinito per Dio ci ha arricchito il cuore. Y nos vemos a Filadelfia».

Donatella, invece, ha cantato nel coro «accanto al Papa. Un’esperienza unica ed emozionante. La famiglia – dice – è la cellula fondamentale della Chiesa ed è stato bello sentirci confortati dal Santo Padre». Rosa, invece, racconta il suo stupore davanti al mondo che ha trovato casa per una settimana a Milano: «Sembrava di parlare tutti la stessa lingua, la torre di Babele era abbattuta». «È stato semplicemente fantastico l’abbraccio con tutta quella umanità», dice Antonietta. Fabrizio ha ancora negli occhi «il popolo in cammino verso Pietro», mentre tutti ringraziano Benedetto XVI per il dono della sua visita, della sua fede e per la grazia del suo carisma.

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