Iolanda Del Verme dell’Ordo virginum sarà consacrata in Duomo sabato alle 15 dall’Arcivescovo (diretta tv e web)

di Laura MAFFEZZONI

Iolanda Del Verme
Iolanda Del Verme

Iolanda Del Verme, nata e cresciuta ad Agropoli (Sa), ma milanese di adozione, sabato 4 settembre alle 15, nel Duomo di Milano, verrà consacrata dall’arcivescovo Mario Delpini con il solenne rito della Consecratio virginum. Iolanda lavora in un’azienda come impiegata e partecipa attivamente alla vita della sua parrocchia, Santa Maria di Lourdes a Milano, come membro del Consiglio pastorale parrocchiale, come ministro straordinario dell’Eucarestia e nel passato è stata anche educatrice dei ragazzi.

Al termine del suo cammino, durato sei anni, dice: «“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati” (Mt 5,3-4). Il Vangelo delle beatitudini riscalda e rallegra il mio cuore, perché queste parole riaccendono la nostalgia di un mondo buono, sincero, giusto. Parole pronunciate da Gesù di Nazaret, che ha preso la nostra carne. Quest’uomo ha così tanto conquistato la mia vita, il mio cuore, ha scavato dentro di me una fiducia illimitata in Lui e nel suo Regno, tanto da desiderare di essere sua per sempre».

Salgono così a 109 le consacrate nell’Ordo virginum della Diocesi di Milano. Quella dell’Ordo virginum è una consacrazione individuale e pubblica vissuta nel contesto della spiritualità della Chiesa particolare e nelle condizioni di vita del popolo di Dio, per questo motivo avviene per le mani del vescovo diocesano e nella chiesa cattedrale. Dopo 18 anni la celebrazione con somma gioia avviene nuovamente in Duomo, infatti negli anni scorsi avveniva in una delle basiliche matrici della nostra Diocesi come S. Ambrogio, S. Simpliciano o Santi Apostoli e Nazaro.

Ogni consacrata stende la propria regola di vita che viene approvata dal vescovo. La scrive seguendo i carismi personali e tenendo sullo sfondo i Lineamenta dell’Ordo virginum, regola di vita spirituale della nostra Diocesi. Le consacrate vivono da sole o in famiglia o con altre sorelle e si mantengono con il proprio lavoro. La consapevolezza del sentirsi scelta e amata da Cristo fa scaturire nella consacrata il bisogno di un rapporto profondo, interpersonale, continuo con Dio e il desiderio e la ricerca di uno spazio di solitudine in cui il Signore può esprimere pienamente la sua forza. Questa solitudine la pone nella condizione di poter capire, accogliere, consolare, farsi carico delle numerose solitudini che abitano il mondo d’oggi in tutte le forme in cui si presenta.

È stato proprio il tema della solitudine che le consacrate hanno affrontato nella settimana formativa di fine luglio tenutasi a Seveso, argomento che continuerà a essere sviscerato anche negli incontri di formazione permanente del prossimo anno. La solitudine così necessaria, cercata e amata talvolta diventa fardello faticoso per le vicende quotidiane di ciascuna donna consacrata, il confrontarsi tra sorelle e con qualche voce esperta sono state e saranno risorsa preziosa per poter continuare a essere «testimoni della gioia» come ha chiesto l’arcivescovo Delpini alle consacrate nell’assemblea annuale lo scorso 26 giugno.

La celebrazione di sabato sarà trasmessa in diretta su Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre), www.chiesadimilano.it e Youtube/chiesadimilano.

 

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