L'Arcivescovo ha inaugurato la struttura realizzata da Ferrovie dello Stato, Enel Cuore, Fondazione Cariplo e Fondazione Milan presso la Stazione Centrale: un moderno centro di accoglienza dotato di 16 camere da quattro posti, lavanderia, ambulatorio medico e postazioni internet gratuite

di Silvio MENGOTTO

Rifugio Caritas

«Fratel Ettore era l’incarnazione della potenza dell’amore che riesce ad andare avanti anche senza mezzi… Dio è con noi in questo Natale e quest’opera lo significa in termini evidenti. Questa logica di fraternità deve essere lo sguardo con cui affrontiamo anche questa stagione difficile. Vogliamo chiedere a Dio un abbraccio per tutti: penso ai lavoratori che perdono il posto di lavoro, ai grandi disagi a tutti i livelli… Il Rifugio Caritas è il cuore di Milano, un segno così è una grande Milano, non nel senso della superficie, ma nel senso della mente, della testa e del cuore». Sono alcune delle parole pronunciate questa mattina dall’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, all’inaugurazione del nuovo ricovero notturno per senza tetto realizzato nei pressi della Stazione Centrale, negli stessi spazi dove per 30 anni Fratel Ettore ha accolto i diseredati della città.

Il cardinale Scola ha poi benedetto la struttura: «Benedire è chiamare Dio a proteggere la nostra vita personale e associata… Invocare la presenza di Dio significa accettarlo come interlocutore del nostro quotidiano e un’opera come questa costringe un po’ tutti noi – che siamo tentati di dare per scontata questa presenza attiva, misteriosa, ma reale – invece a prenderne atto, perché quest’opera è un’espressione di amore e nessun uomo sa amare se non fa l’esperienza di essere amato».

Al taglio del nastro sono intervenuti i rappresentanti degli enti che hanno reso possibile la riapertura della storica casa d’accoglienza: il direttore di Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo, il presidente di Enel Paolo Andrea Colombo, Orazio Iacono in rappresentanza del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, il presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, il presidente della Fondazione Milan Adriano Galliani. Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha portato i saluti della città.

Per don Roberto Davanzo il Rifugio Caritas è un servizio a bassa soglia per dare una risposta immediata a un bisogno urgente. Ma precisa: «Non sia soltanto un letto, non sia soltanto un tetto. Questa è la scommessa. La crisi ha creato nuovi poveri equilibristi che, come sopra una fune, si muovono con precarietà per non cadere nel baratro. Categorie sociali che mai avrebbero pensato di vivere il rischio di cadere in povertà hanno incominciato a viverlo causa una malattia improvvisa, una perdita di lavoro, una separazione».

Il Rifugio Caritas è un posto dal quale ripartire con un programma di inserimento. Non il punto finale, ma un momento di accoglienza necessario per costruire possibilmente un cammino, un passaggio verso il reinserimento nella vita sociale. Il sindaco Pisapia è orgoglioso dell’iniziativa e si congratula con tutti i rappresentanti: «È giusto che porte come questa rimangano aperte e si aprano sempre nuove porte. Questo Rifugio Caritas è un’altra porta che si riapre dopo un periodo dove, proprio in questo luogo, aveva dato un forte segnale di accoglienza». Il Sindaco ha tra l’altro annunciato che le somme ricavate dalla vendita dei biglietti per la prima del Teatro alla Scala saranno utilizzate per ristrutturare una scuola abbandonata e dare così ospitalità notturna alle famiglie bisognose.

Per Adriano Galliani la Fondazione Milan sente «un dovere sociale verso il territorio in cui opera. Grazie alla Fondazione, dal 2003 si sono raccolti settemila euro versati interamente in 80 progetti sociali».

La struttura

I lavori, durati 5 mesi, sono costati 1.300.000 euro (arredi compresi), di cui 600 mila garantiti da Fondazione Cariplo, 500 mila da Fondazione Enel Cuore, 200 mila anticipati da Caritas Ambrosiana che conta di recuperarli attraverso una campagna di fund raising, realizzata in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane. Altri 200 mila euro saranno messi a disposizione da Fondazione Milan per la gestione della struttura.

La ristrutturazione dell’immobile, di proprietà di Ferrovie dello Stato Italiane che ha deciso di offrirlo in comodato gratuito a Caritas Ambrosiana, ha trasformato completamente il vecchio rifugio in via Sammartini 114. Al posto delle due grandi camerate con i letti a castello, ricavate in un ex magazzino ferroviario sotto i binari della Stazione Centrale, ora sono state realizzate 16 camere da quattro posti, una sala ritrovo per la colazione e le attività ricreative. In fondo ai due corridoi principali sono stati disposti i servizi igienici e le docce, un locale lavanderia, un ambulatorio medico. Nel soppalco sopra il corridoio è ora anche disponibile un deposito bagagli per gli ospiti. Per isolare gli ambienti dall’umidità è stata creata una sotto-volta in alluminio che riveste per intero il soffitto. Ogni ospite avrà a disposizione in camera un armadietto personale. Nella sala ritrovo sono state previste anche due postazioni internet gratuite.

La struttura è, dunque, in grado di ospitare per la notte 64 persone. Il centro sarà aperto tutti i giorni della settimana dalle 18 (dalle 19 in estate) alle 8.30. Tecnicamente il Rifugio Caritas è un servizio a bassa soglia concepito per dare ospitalità temporanea a uomini, italiani e stranieri, in condizioni di grave emergenza. In particolare 20 posti saranno disponibili per una permanenza massima di 10 giorni (pronto intervento); 40 saranno riservati per gli ospiti che accetteranno di seguire un percorso di recupero e quindi avranno la possibilità di rimanere nel centro per più tempo. La quota residua della ricettività della struttura (4 posti per un soggiorno massimo di 2 giorni) servirà a far fronte alle situazioni d’emergenza più acuta.

Le persone avranno accesso al Rifugio su segnalazione dei servizi di Caritas Ambrosiana (Servizio accoglienza milanese, Servizio accoglienza immigrati, Centri di ascolto parrocchiali). I posti dedicati all’emergenza acuta, invece, potranno essere occupati da senza tetto accompagnati da volontari e operatori delle unità mobili e dell’Help center della Stazione Centrale e dagli agenti delle Forze dell’Ordine.

La gestione dell’accoglienza è affidata a uno staff composto da un coordinatore, due educatori, cinque custodi presenti a turno di notte e di giorno, assunti dalla Cooperativa Farsi Prossimo, promossa da Caritas Ambrosiana. Fondamentale il contributo dei volontari. Per formarli Caritas Ambrosiana ha già realizzato un corso di formazione specifico che si concluderà il 20 dicembre e che ha visto la partecipazione di 30 persone. Già 5 medici volontari si sono resi disponibili per la gestione dell’ambulatorio. Il Rifugio Caritas fa parte del progetto “Un cuore in stazione”, ideato da Ferrovie dello Stato Italiane e da Enel Cuore che ha consentito nell’arco del triennio 2008-2010 di potenziare la rete degli Help center e dei centri di accoglienza delle stazioni di Roma, Milano, Torino, Genova, Pescara, Napoli, Firenze, Catania, Messina, Melfi.

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