Lo storico settimanale, fondato nel 1921 da monsignor Portaluppi, dal 1983 ha visto alla direzione due laici: Amanzio Possenti per 35 anni e dall’anno scorso Filippo Magni. La scommessa di un giornale cartaceo nell’era di internet, con il recente restyling grafico e dei contenuti, ma nella fedeltà alla sua storia.

di Mauro FACCÀ

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Si appresta a compiere un secolo di vita Il Popolo Cattolico, settimanale di Treviglio in edicola il sabato. Fu infatti fondato nel 1921 dall’allora parroco mons.  Ambrogio Portaluppi, primo di un lungo elenco di direttori sacerdoti che si è interrotto con la nomina del laico Amanzio Possenti, nel 1983, cui ha fatto seguito Filippo Magni, direttore dal 2018.

Di recente il giornale è stato oggetto di un restyling grafico e nei contenuti: «Siamo partiti – spiega Magni – dalla domanda se avesse ancora valore, nell’epoca di Facebook e di internet nelle tasche di tutti, un giornale di carta». Una domanda «non retorica. La riflessione con l’editore, approfondita e articolata, ha esplorato diverse possibilità». Per tornare ad affermare che, aggiunge, «tra le migliaia di parole, immagini, notizie, voci che si sentono per le strade, nei bar, sui social media, l’autorevolezza de Il Popolo Cattolico è ancora importante. E allora valeva la pena investire nuove energie».

La rivisitazione non è stata solo grafica, ma anche nei contenuti e nella loro presentazione. «Allo scopo – prosegue il direttore – di accompagnare sempre più i trevigliesi in una società che cambia e che sembra frammentata, difficile da cogliere nelle sue varie componenti. Il ruolo del Popolo può allora essere quello di fare sintesi, aumentare se possibile il senso di comunità cittadina. Nell’unico modo in cui un giornale si deve esprimere: informando, con l’obiettività di cui è capace. E amplificando le voci dei lettori». È infatti sorprendente come, ogni settimana, decine di trevigliesi inviino in redazione lettere, segnalazioni, contributi. Sapendo di trovare uno spazio disposto a far sentire la loro voce e raccontare la vita di tutti nella storia della città. Nasce dal basso, Il Popolo Cattolico, e cresce in una redazione composta da diversi collaboratori e grafici. È davvero un settimanale della città e dei cittadini, arrivando ogni settimana in più di 2 mila case.

Di area cattolica per fondazione, denominazione e spirito, il giornale predilige, insieme al rispetto delle situazioni e dei lettori, la forza del dialogo e la pluralità delle opinioni a confronto. Con un’informazione corretta e aperta, nel rispetto dei valori della dottrina sociale della Chiesa e con attenzione particolare alla Chiesa ambrosiana. «Uno dei principi del giornale – tiene ad affermare Magni -, che si affianca alle basi etiche del giornalismo, è quello di porre l’uomo al centro del racconto della realtà, e non strumentalizzarlo per dare enfasi alle notizie». La sfida per il futuro, anticipa, «è adattarsi ai cambiamenti in corso nel mondo della stampa. Puntando anche su iniziative commerciali e pubblicitarie che consentano al Popolo di essere sostenibile economicamente». Senza perdere, conclude, «quell’autorevolezza e quella stima che provengono da quasi cent’anni al servizio dei trevigliesi».

 

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