Nel suo Messaggio per la Giornata mondiale della Pace Benedetto XVI non nasconde le difficoltà del momento attuale, ma usa parole di speranza e incoraggiamento

di Rita SALERNO

Benedetto XVI

Non si deve aver paura di impegnarsi per un futuro migliore per tutti; al contrario, occorre guardare con speranza al futuro, nonostante le difficoltà: è questo il monito lanciato da Benedetto XVI ai giovani di tutto il mondo nel suo Messaggio per la 45a Giornata mondiale della Pace (1 gennaio 2012). Nel documento che ha per tema “Educare i giovani alla giustizia e alla pace” il Santo Padre punta su un principio cardine del suo pontificato: la famiglia come perno educativo per la costruzione di una pace autentica. Per poi mettere in guardia dal relativismo che minaccia la libertà. Per le giovani generazioni il Papa ha parole di speranza e di incoraggiamento a percorrere la strada indicata da Gesù Cristo: «Non siete mai soli – sottolinea in un passaggio -, la Chiesa ha fiducia in voi. Vi segue e vi incoraggia offrendovi la possibilità di incontrare Cristo».

Ma non dimentica le difficoltà del tempo presente, consapevole delle preoccupazioni manifestate da molti giovani «in questi ultimi tempi in varie regioni del mondo». È importante, aggiunge, che «questi fermenti e la spinta ideale che contengono trovino la dovuta attenzione in tutte le componenti della società». La Chiesa, sottolinea, «guarda ai giovani con speranza» e li incoraggia «a ricercare la verità» e a «difendere il bene comune».

Il Papa chiede dunque ai ragazzi di tutto il mondo di guardare «con maggiore speranza al futuro» e ricorda loro che «non le ideologie salvano il mondo», ma il Dio vivente che è Amore. «Non lasciatevi prendere dallo scoraggiamento di fronte alle difficoltà – è l’esortazione del Pontefice – e non abbandonatevi a false soluzioni, che spesso si presentano come la via più facile per superare i problemi». Il Papa chiede alle giovani generazioni di «essere di esempio e stimolo per gli adulti», sforzandosi di «superare le ingiustizie e la corruzione». Di qui l’esortazione ai leader politici a «offrire ai giovani un’immagine limpida della politica come vero servizio per il bene di tutti».

Il Messaggio non manca poi di allargare l’orizzonte soffermandosi sulla crisi economica che sta assillando il mondo e le cui radici, osserva il Papa, «sono anzitutto culturali e antropologiche». Riconosce che, nell’ultimo anno, «è cresciuto il senso di frustrazione», ma invita a guardare al 2012 con «atteggiamento fiducioso». Famiglia ed educazione sono i due pilastri da cui ripartire. Il Papa esorta i genitori a «non perdersi d’animo», nonostante le difficoltà che minacciano e non di rado frammentano la famiglia. Il Papa mette l’accento sulle «condizioni di lavoro spesso poco armonizzabili con le responsabilità familiari». E ancora, «le preoccupazioni per il futuro» e i «ritmi di vita frenetici». Si rivolge così ai governanti, «chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative». E aggiunge: «Non deve mai mancare un adeguato supporto alla maternità e alla paternità». Del resto, si legge nel testo, bisogna far sì che «le famiglie possano scegliere liberamente le istituzioni educative ritenute più idonee per il bene dei propri figli». E ancora, chiede di «favorire il ricongiungimento» delle famiglie che si trovino divise per la «necessità di trovare mezzi di sussistenza». Infine, lancia un appello «al mondo dei media affinché dia il suo contributo educativo».

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