Redazione

«Le Olimpiadi – scrive il Papa – siano per tutti un segno di amicizia
e contribuiscano a rinsaldare tra i popoli relazioni di intesa solidale»

Alla vigilia dei Giochi il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, ha reso pubblico il messaggio che il Papa gli aveva inviato il 27 novembre scorso. Ecco il testo di Benedetto XVI.

«Con grande premura pastorale Ella ha chiesto ad alcuni presbiteri di dar vita ad appropriate iniziative spirituali in occasione della XX edizione dei Giochi olimpici invernali, che si terranno nel febbraio 2006 a Torino e in altre località della regione, coinvolgendo le popolazioni delle diocesi di Torino, Susa e Pinerolo. Tale importante evento vedrà convenire da ogni parte del mondo numerosi atleti, dirigenti sportivi e assistenti, nonché tanti operatori dell’informazione.

Inoltre, nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Ella, venerato Fratello, presiederà una speciale Celebrazione eucaristica nel Palazzetto dello Sport di Torino, durante la quale sarà presentata la fiaccola che per tutto il corrente anno è rimasta accesa nel Santuario diocesano della Consolata. Proprio per questo, in preparazione alle Olimpiadi, la data dell’8 dicembre riveste anche il significato di una festa, denominata “Una luce per lo sport”.

Per i cristiani, il riferimento alla luce rimanda al Verbo incarnato, luce del mondo che illumina l’uomo in ogni sua dimensione, compresa quella sportiva. Non vi è nulla di umano, eccetto il peccato, che il Figlio di Dio, incarnandosi, non abbia valorizzato. Egli “ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo”, come, quarant’anni or sono, ricordava pure il Concilio Vaticano II nella Gaudium et spes (n. 22). Tra le varie attività umane vi è quella sportiva, che attende, anch’essa, di essere illuminata da Dio, mediante Cristo, perché i valori che esprime siano purificati ed elevati sia a livello individuale che collettivo.

Assicuro fin d’ora il mio ricordo nella preghiera, affinché i prossimi Giochi Olimpici costituiscano per i credenti un’opportuna circostanza per riflettere, come l’apostolo Paolo suggeriva ai cristiani di Corinto, sulle indicazioni che dallo sport possono derivare anche per l’agonismo spirituale (cfr 1 Cor 9, 24-27).

Le prossime manifestazioni olimpiche siano inoltre per tutti un segno eloquente di amicizia e contribuiscano a rinsaldare tra i popoli relazioni di intesa solidale! Come non riconoscere quanto tutto ciò sia necessario ai nostri giorni, che vedono l’umanità segnata da non poche tensioni e anelante a costruire un futuro di autentica pace? Invoco la celeste intercessione di Maria Immacolata, perché la luce di Cristo, che Ella riflette perfettamente con tutta la sua esistenza, rischiari gli animi di quanti, in vario modo, prenderanno parte alle Olimpiadi».

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