Don Angelo Cazzaniga, padre spirituale della comunità del quadriennio teologico, ha accompagnato i 21 neo-ordinati nel cammino verso il sacerdozio: «Una classe giovane, unita, vivace e determinata»

di Ylenia SPINELLI

Don Angelo Cazzaniga

È la persona che forse meglio li conosce per quanto riguarda la loro vita spirituale, l’esperienza vocazionale e la determinazione nel rispondere alla chiamata del Signore. Don Angelo Cazzaniga, dal 1986 padre spirituale della comunità del quadriennio teologico, ha accompagnato una quindicina di classi di seminaristi nel cammino verso il sacerdozio, compresa l’ultima, composta da 21 candidati, che proprio ieri mattina sono stati ordinati presbiteri per mano del cardinale Angelo Scola, con una solenne cerimonia in Duomo.

Don Angelo, come descriverebbe i preti novelli?
Sono tutti bravi ragazzi, con alle spalle dei bei cammini di discernimento e delle bellissime storie personali, che preferisco non raccontare, ma che come padre spirituale porterò sempre nel mio cuore. Una classe giovane, unita, vivace e determinata al tempo stesso, con un’esperienza forte di diaconato che quest’anno li ha inseriti bene nel ministero.

Dunque sanno a cosa andranno incontro?
Certo, questi ragazzi stanno vivendo e sperimentando in prima persona un momento di cambiamenti all’interno della Chiesa, ma posso assicurare che il loro entusiasmo è grande. L’inserimento nel ministero con un anno da diacono e tre da prete sembra funzionare, ma le fatiche non mancano. Non è facile dividersi in più parrocchie all’interno di una stessa comunità pastorale, bisogna adattarsi a situazioni nuove, saper collaborare con altri preti per il bene di tutti.

In questi anni, c’è stato un bel rapporto anche con le loro famiglie?
Per qualcuno la famiglia è stato un momento di prova. Non tutti hanno genitori che sin dall’inizio hanno vissuto con entusiasmo la chiamata al sacerdozio, poi però sono stati capaci di maturare, di “convertirsi”. Le famiglie sono state di supporto in questi anni di Seminario, certo, ma hanno anche intrapreso un proprio cammino spirituale.

Cosa augura a questi nuovi sacerdoti?
Di avere una fede grande per stare molto uniti al Signore e di saper portare avanti l’unità tra di loro, perché anche l’amicizia sincera sostiene.

Parafrasando il motto che hanno scelto (“Risplenda la vostra luce davanti agli uomini”), pensa che nella società di oggi sia sempre più difficile portare la luce della Parola di Dio?
«Veniamo da un’esperienza bellissima di comunione e di Chiesa, quella dell’Incontro mondiale delle Famiglie, che può diventare davvero positiva e ricca di speranza per questi giovani preti: c’è un popolo numeroso che li aspetta, che vuole essere accompagnato nella fede! Gliel’ho ripetuto più volte durante la settimana di ritiro appena trascorsa, che è stata una grazia, nell’imminenza dell’ordinazione, aver incontrato il Papa, aver potuto ascoltare sue parole rassicuranti e capire che stanno spendendo bene la loro vita.

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