In missione prima in Africa e ora nella periferia di Milano, è stata investita e uccisa sabato scorso: «Prego e spero che dalla sua morte sia dato a noi e a molti di imitare la sua vita»

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Una foto della religiosa da giovane in missione in Africa

Sorella Gloriosa
E sorelle tutte Piccole Apostole di Gesù,
Fratelli e sorelle della Parrocchia di S. Agnese in Quarto Oggiaro

Con profonda commozione e doloroso sconcerto partecipo al soffrire e al ringraziare delle Piccole Apostole di Gesù, dei familiari e di tutti voi per la morte tragica di Maria Assunta, Piccola Apostola di Gesù, da 19 anni presente in quartiere.

Voi l’avete conosciuta da vicino: era una piccola apostola di Gesù.
Piccola, per essere vicina ai piccoli, ai poveri, per condividere senza mettere in imbarazzo, per servire, semplicemente, vivendo la carità con la naturalezza di chi ne ha fatto il tratto quotidiano.
Apostola, per rivelare d’essere mandata, di non avere altra ragione per essere lì dov’era che quella dell’obbedienza vissuta come una forma ovvia di libertà.
Di Gesù, per aiutare ogni fratello e ogni sorella a sentire la vicinanza del Salvatore, a sperare una salvezza che non sia solo il sollievo di un momento, ma la comunione che rende felici per sempre.

Anche la sua morte mi fa pensare alla morte di Gesù e al colpo di lancia che ha trafitto il cuore del Signore: a causa dell’ultima inutile crudeltà, cioè del colpo di lancia, si è rivelato il dono estremo dell’amore di Dio: subito ne uscì sangue e acqua (Gv 19,34). Dall’ultima ferita viene l’acqua della vita e il sangue dell’alleanza, cioè il dono della vita di Dio.

In modo simile, anche la morte di sorella Maria Assunta l’ha resa nota anche a chi non l’ha conosciuta e così prego e spero che, mentre sorella Maria Assunta partecipa alla gioia eterna di Dio, dalla sua morte sia dato a noi e a molti di imitare la sua vita.

Mario Delpini
Arcivescovo di Milano

Una vita a servizio del prossimo. Dedicata ad aiutare le persone che hanno più bisogno. È la storia di sorella Maria Assunta Porcu, delle Piccole apostole di Gesù. Morta a 63 anni, investita da un’auto sabato 12 dicembre verso le 17.30, a 500 metri dalla sua abitazione nelle case popolari di via Zoagli, a Quarto Oggiaro, nella parrocchia di Sant’Agnese. Mentre andava a soccorrere un senza dimora.
Una donna che ha sempre avuto la missione nel suo Dna. Aveva passato 17 anni in terre lontane, tra i poveri del Burundi, per stare vicino ai bisognosi. Faceva parte del Vispe (Volontari italiani solidarietà Paesi emergenti), organizzazione non governativa di volontari religiosi e laici nata per assistere le comunità più povere nelle zone più periferiche del mondo.

Da 19 anni abitava nelle case davanti alla chiesa di Sant’Agnese. Viveva da sola e per mantenersi all’inizio svolgeva mestieri umili, come la stiratrice o la collaboratrice familiare. Frequentava i mercati rionali per raccogliere avanzi e scarti alimentari da donare ai poveri. Recuperava però anche tante altre cose: oggetti, vestiti, generi di prima necessità, da distribuire ai bisognosi del quartiere.

«Si è sempre data da fare per i più poveri. Il suo lavoro era quello di tessere relazioni di aiuto, capire i bisogni anche per condividere pensieri e parlare del Vangelo. Era un dono messo a disposizione del Signore per consolare tante persone, aiutando in parrocchia», racconta il parroco, don Enrico Galli.

«Era molto amata dalla gente per la sua instancabile dedizione e attenzione verso tutti. La sua improvvisa partenza per il Paradiso lascia senza parole la nostra comunità, la sua famiglia d’origine, i vicini di casa e i parrocchiani. Si soffre molto e insieme si ringrazia», sottolinea sorella Gloriosa, superiora generale delle Piccole apostole di Gesù.

È stata investita mentre andava ad aiutare un uomo che vive in strada. Uno dei tanti senza dimora, un rom di nazionalità bosniaca che non se la sente di andare nelle strutture del Comune. Andava lì ogni giorno per vedere se aveva bisogno di qualcosa. «Chi vive per strada non ha solo necessità quotidiane ordinarie, spesso è anche vittima di scherzi, dal furto del sacco a pelo a quello della coperta. E poi quando qualcosa si rovina solo la carità di qualcuno può sostituirlo», aggiunge don Enrico.

Così sorella Maria Assunta andava ogni giorno da lui in bicicletta, prima della Messa delle 18, nella vicina in via G.B. Grassi. È stata investita rientrando a casa: vicino alla parrocchia, sulle strisce pedonali, un veicolo a velocità sostenuta l’ha investita scaraventandola a qualche metro di distanza, sulla carreggiata dei tram. Alcuni passanti hanno tentato di rianimarla, ma l’impatto è stato violento e il decesso immediato. La salma è stata portata nell’obitorio di piazzale Gorini per l’autopsia e le valutazioni del magistrato.

«Sono tantissime le persone che ha aiutato e per cui era ormai un punto di riferimento. Solo adesso emerge la rete di relazioni che aveva intessuto», conclude don Enrico.

di Cristina CONTI

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