Si rinnova la proposta a compiere un “salto” nella vita di fede, nata 25 anni fa e rivolta a giovani e ragazzi dai 18 ai 30 anni. Il discernimento li porta alla scelta di consacrazione al Signore come preti, religiose o laiche

di Ylenia SPINELLI

'Un coraggioso salto di qualità'

Compie 25 anni l’iniziativa “Un coraggioso salto di qualità”, rivolta a quei giovani che coltivano un forte interrogativo su una possibile vocazione al sacerdozio o alla consacrazione nella verginità.

Era nata nel marzo 1988 da una felice intuizione di don Walter Magni. L’allora responsabile della Pastorale vocazionale diocesana era infatti rimasto molto colpito da un passaggio del programma pastorale 1987-1988 dell’arcivescovo Martini, Dio educa il suo popolo, laddove diceva: «La vocazione, in particolare quella di speciale dedicazione (al sacerdozio, alla vita religiosa, alla consacrazione secolare…) ha la caratteristica di un coraggioso salto di qualità. Ciò vuol dire che l’itinerario cristiano non è un semplice cammino in ascesa. Vi sono momenti in cui occorre decidersi per un salto qualitativo».

Da quell’espressione accattivante, «un coraggioso salto di qualità», deriva il nome di questa longeva iniziativa, promossa ancora oggi dalla Pastorale giovanile, in collaborazione con il Seminario, nei sabati di Quaresima. Ad accompagnare i ragazzi (in genere una ventina) sono don Luigi Panighetti e don Marco Crippa. «Ciò che conta è la motivazione iniziale, che emerge dai colloqui preliminari – spiega Panighetti-, è necessario infatti essersi posti una seria domanda vocazionale che dovrà poi essere approfondita».

Già nel primo incontro vengono considerate le disposizioni necessarie per la verifica vocazionale, successivamente l’attenzione si sposta sull’iniziativa gratuita di Gesù che rivolge l’invito a seguirlo e a fidarsi di lui. Nel terzo sabato si chiede a chi partecipa di confrontarsi con la serietà della sequela di Cristo. L’incontro finale, invece, è dedicato ad approfondire la figura e il ministero del presbitero diocesano, con l’offerta di spunti e domande per la verifica personale. Le meditazioni, tenute da don Crippa, a partire da brani evangelici, sono seguite dal silenzio e dalla preghiera di adorazione eucaristica; inoltre, affinché l’esperienza personale sia di aiuto per gli altri, sono previsti gruppi di confronto e di dialogo. È questa un’occasione importante per i ragazzi, perché si sa, condividere un cammino, lo rende un po’ meno faticoso.

«Trovare negli altri gli stessi dubbi mi ha aiutato ad avere meno paura e a sentirmi meno solo», confessa Giulio, oggi seminarista. Anche Matteo non nasconde che «il cammino per arrivare a quei “salti” e poi alla decisione di entrare in Seminario è stato tortuoso e travagliato, ma per fortuna, anzi per Grazia, Dio non si stanca di bussare alla porta della nostra libertà». Al termine del percorso, don Panighetti incontra nuovamente i ragazzi per un colloquio di bilancio, nel quale si ipotizza un ulteriore tratto di cammino, in vista di un ingresso in Seminario, che spesso accade. «Partecipare ai “Salti” – spiega don Crippa – è un modo concreto per dire il proprio “sì” e abbandonare la coltre della mediocrità per aprirsi a Dio e a nuovi orizzonti di luce».

Lo stesso vale per l’itinerario femminile, pensato per quelle ragazze che intendono avvicinarsi alla vita consacrata. «Vogliamo offrire un tempo per l’interiorità e per l’intimità con il Signore – spiega Barbara Olivato, ausiliaria diocesana che da tre anni segue il piccolo gruppo di ragazze che aderisce ai “Salti” – è infatti importante stare cuore a cuore con Gesù, per conoscerne i sentimenti ed entrare nei propri». Ogni sabato alla preghiera e meditazione iniziale, seguono il lavoro personale, l’adorazione eucaristica, la comunicazione della fede e i vesperi insieme ai ragazzi e alla comunità del Seminario. Le giovani che scelgono di aderire a questa proposta sono a passaggi diversi del cammino di discernimento: chi affronta l’intuizione della consacrazione per la prima volta, chi ha fatto un percorso vocazionale e ha un desiderio preciso, chi a breve compirà i primi passi di una scelta definitiva. Alcune vengono indirizzate verso questo itinerario dagli istituti religiosi come ulteriore strumento di discernimento, altre dai loro accompagnatori prima di iniziare un percorso specifico con una famiglia di consacrate. Certamente per tutte sono uno snodo importante, perché «raccolgono» un tempo e ne aprono uno nuovo.

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