A Villa Sacro Cuore il tema sarà illustrato da Mario Mozzanica, docente della Cattolica, e dopo il dibattito dei consiglieri, il confronto sarà nelle zone

di Luisa BOVE

Mario Mozzanica

"Il Vangelo per una vita buona nell’età di mezzo” è il titolo della VI sessione del Consiglio Pastorale diocesano che si terrà domenica 19 febbraio presso Villa Sacro Cuore di Triuggio alla presenza dell’arcivescovo Angelo Scola. La relazione centrale sarà affidata a Mario Mozzanica, docente di Politica sociale e organizzazione dei servizi presso l’Università cattolica di Milano. Nel suo intervento proporrà una lettura antropologica dell’età intermedia, anche in relazione al contesto sociale e culturale del territorio diocesano, quindi presenterà le principali sfide che gli adulti dell’età di mezzo si trovano oggi ad affrontare.

Lo scopo è comunque quello di riflettere sulle “generazioni intermedie” (convenzionalmente individuate nella fascia di età compresa tra i 35/40 anni e i 55-60 anni) in relazione a una loro presenza e partecipazione alla vita ecclesiale.

Se da una parte, questa categoria di persone rappresenta la pienezza della maturità adulta, della realizzazione in ambito familiare e lavorativo, dall’altra risulta quasi assente nelle comunità parrocchiali. Sono, a volte, uomini e donne che vivono tra l’indifferenza e la nostalgia del fatto religioso, non ancora atei, ma neppure cristiani, come lo erano i loro genitori. E d’altra parte non così negativi da rifiutare a priori qualunque proposta.

Occorre allora iniziare a leggere e interpretare questa assenza generazionale nel panorama ecclesiale, non per giudicare, ma per comprendere un fenomeno. Senza tuttavia dimenticare che oggi, anche a causa della crisi, il mondo del lavoro chiede agli adulti sempre di più. Non di rado sono costretti a sacrificare spazi di vita familiare e personale, e nel caso dei disoccupati e precari, schiacciati da tensioni e preoccupazioni che spesso minano anche gli affetti.

Che cosa può dire oggi a loro il Vangelo? Come intercettare questi adulti? Occorre pensare una pastorale per loro? Forse il primo passo è quello di considerare l’adulto in quanto tale, prima ancora che nel suo ruolo di genitore, coniuge, lavoratore… Uomini e donne da incontrare innanzitutto per quello che sono, raccogliendo prove e fatiche della vita, ascoltando dubbi e contraddizioni.

Di questo e molto altro discuteranno i consiglieri, confrontandosi in gruppo nel pomeriggio e cercando di individuare proposte concrete per una rinnovata pastorale e testimonianza cristiana capace di incontrare il mondo adulto.

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