Oggi il cardinal Tettamanzi ha annunciato in Curia la nomina del nuovo Arcivescovo che si insedierà a settembre

di Luisa BOVE

Annuncio nomina Scola

Le campane del Duomo suonano a festa mentre il cardinale Dionigi Tettamanzi entra nella cappella arcivescovile per dare l’annuncio del suo successore alla guida della diocesi di Milano: il cardinale Angelo Scola. Sono presenti i responsabili degli uffici di Curia e delle realtà collegate (Caritas Ambrosiana, Pastorale giovanile, Fom…), i Vicari episcopali e di settore, ma anche tanti impiegati e le suore di Maria Bambina. Oggi l’invito era esteso anche alla stampa e così a mezzogiorno tante tv, radio e giornalisti sono accorsi per ascoltare la notizia tanto attesa.
Il nuovo Arcivescovo di Milano è da oggi «il carissimo confratello cardinale Angelo Scola», come ha annunciato il cardinal Tettamanzi, di cui ha tracciato un breve profilo ricordando i tanti e prestigiosi incarichi oltre alla sua «notevole attività scientifica». Lo ha definito «uomo di grande cultura, di molteplice esperienza, di forte passione ecclesiale», per questo, ha aggiunto, «ne sono certo, saprà guidare con sapienza ed efficacia la nostra Arcidiocesi».
Il cardinal Tettamanzi, quasi a voler presentare al nuovo Arcivescovo di Milano la diocesi ambrosiana, ha sottolineato che «per grazia di Dio è ricca di tradizione di fede, di operosità evangelica, di impegno caritativo, di santità popolare», come confermano le tre beatificazioni di domenica scorsa. Inoltre si tratta di una Chiesa «che non teme di affrontare le difficoltà e le sfide del nostro tempo».
Naturalmente, ha assicurato, non mancheranno il suo affetto e la preghiera «per tutti, a cominciare dal nuovo Arcivescovo» che rivolgerà al Signore anche dalla sua nuova residenza, Villa Sacro Cuore di Triuggio, dove andrà ad abitare. Con un lungo applauso i presenti hanno accolto l’annuncio del nuovo Arcivescovo, il cardinale Angelo Scola, che a sua volta ha inviato una lettera di saluto al cardinal Tettamanzi, alla Chiesa ambrosiana e a tutti gli abitanti della diocesi. Prova ancora «un certo travaglio» di fronte alla notizia di una nomina così importante, per cui dovrà lasciare Venezia dopo quasi 10 anni, «d’altro canto la Chiesa di Milano è la mia Chiesa madre. In essa sono nato e sono stato simultaneamente svezzato alla vita e alla fede».
«In questo momento chiedo a voi tutti», scrive l’Arcivescovo Scola, «ai Vescovi ausiliari, ai presbiteri, ai diaconi, ai consacrati e alle consacrate, ai fedeli laici l’accoglienza della fede e la carità della preghiera». Poi, quasi a dare qualche anticipazione del suo futuro ministero aggiunge: «Mi impegno a svolgere questo servizio favorendo la pluriformità nell’unità. Sono consapevole dell’importanza della Chiesa ambrosiana per gli sviluppi dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso».
Il nuovo pastore della Chiesa ambrosiana chiede davvero a tutti «aiuto» e «affetto», ma anche «la preghiera dei bambini, degli anziani, degli ammalati, dei più poveri ed emarginati». Quindi cita le molte realtà che «fanno grande Milano»: dalla scuola all’università, dal lavoro all’economia, alla politica, al mondo della comunicazione e dell’editoria, alla cultura, all’arte, alla magnanima condivisione sociale…».
La lettera di saluto si conclude con parole di affetto verso i due predecessori e un lungo applauso si alza in una cappella gremitissima. Tocca al Vicario generale mons. Carlo Redaelli, leggere il decreto di nomina, a decorrere da oggi, di Amministratore Apostolico della diocesi di Milano del cardinal Tettamanzi «fino alla presa di possesso del suo successore».
La mattinata si conclude con «una preghiera rivolta alla Madonnina» alla quale si è unito spiritualmente, lo ha detto nel corso di una telefonata a Tettamanzi, anche il cardinale Carlo Maria Martini, che «ha voluto esprimere il suo affetto, la sua vicinanza e la sua preghiera di intercessione per noi, la nostra Chiesa ambrosiana e il nuovo Arcivescovo di Milano».

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