Alle Giornate promosse dall’associazione «Essentiel’Mans» l’Arcivescovo è intervenuto alla tavola rotonda intitolata “Come proporre la fede dentro la società secolarizzata”: «Ogni uomo si porta dentro una domanda di senso - ha spiegato -. Il “religioso” non può essere cancellato dall'umana esistenza»

di Davide MILANI

scola francia

«Come dire oggi – in un mondo in profondo cambiamento – che ogni uomo è amato?». Questa la domanda che ha guidato monsignor Yves Le Saux, vescovo di Le Mans, nell’organizzazione di “Essentiel’Mans” nella sua città nell’ovest della Francia, nella regione della Loira. Tre giorni di interventi, dialoghi, forum, festival con iniziative teatrali e culturali per riflettere su “Le nuove sfide della nuova evangelizzazione”.

Mille i convegnisti radunati nel Palazzo dei Congressi e della cultura di Le Mans: molti i vescovi dalle Diocesi vicine, i protagonisti della vita pastorale della Diocesi locale e di tutta la Francia. Un evento atteso e di richiamo, con ospiti e testimoni di rilievo, dalla Francia e dall’estero, dal mondo ecclesiale, laico, culturale e accademico. Tra loro anche il cardinale Angelo Scola in Francia per «allargare gli orizzonti della nostra Chiesa e per vivere un raccordo, un’esperienza di comunione tra la Diocesi ambrosiana e quella francese».

“Come proporre la fede dentro una società secolarizzata” il tema della tavola rotonda cui ha partecipato tra gli altri l’Arcivescovo di Milano. Una domanda che sta guidando anche il cammino della Diocesi di Milano, impegnata nella proposta pastorale “Il campo è il mondo”. Con Scola si sono confrontati Rachide Enzime, islamologo, esperto in ermeneutica coranica; Haim Korsia, rabbino, segretario generale dell’Associazione del Rabbinato francese; Odon Vallet, storico delle religioni e impegnato in una sua Fondazione per sostenere negli studi i giovani più disagiati.

Nel dibattito – moderato da Etienne Lorellier, giornalista della televisione cattolica nazionale KTO – il cardinale Scola ha spiegato come «tutti aspettavano una società secolarizzata nel senso di profana, una società in cui non c’è spazio per Dio. Eppure assistiamo alla proliferazione di fenomeni religiosi. Da una parte espressioni religiose forse un po’ “fai da te”, individualiste, ma sicuramente molto presenti nelle nostre società. Dall’altra la presenza di comunità religiose che vogliono essere considerate pubblicamente».

Nel dialogo cordiale e franco con gli altri relatori, l’Arcivescovo, ricordando le tre dimensioni essenziali dell’esistenza (affetti, lavoro e riposo), costitutivi dell’esperienza di ogni uomo ha mostrato come questa stessa esperienza «pone, in modo ineludibile, la questione del senso, cioè del significato dell’esistenza e della direzione che l’uomo dà alla sua vita. Questo spiega perché il “religioso” non può essere cancellato dall’umana esperienza».

Per Scola le parole che oggi «esprimono più acutamente questa ricerca di senso propria di ogni uomo sono libertà e felicità. Gesù è venuto proprio per compiere il desiderio di libertà e di felicità di ogni uomo. Oggi c’è bisogno di uomini e donne che hanno incontrato Gesù e diventano testimoni della Sua presenza nel quotidiano dell’esistenza, in modo che Gesù, attraverso questi testimoni, possa intercettare la domanda di senso che ogni uomo, lo sappia o meno, si porta dentro». Nel pomeriggio Franz-Olivier Giesbert, direttore del settimanale Le Point, ha intervistato il cardinale Scola.

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