Scola visita la città e il territorio e incontra i fedeli. Celebra la liturgia della domenica e spiega la Parola di Dio. Viene accolto in un clima di familiarità e lancia messaggi di speranza

di Nino PISCHETOLA

Gorla Minore, Angeli Custodi a Milano, Muggiò… La domenica in parrocchia dell’Arcivescovo è l’occasione per incontrare i fedeli ambrosiani ed entrare nella vita delle comunità, nella loro storia.

Il cardinale Angelo Scola ha celebrato domenica scorsa il 50° di fondazione della parrocchia Angeli Custodi a Milano e anche qui è stato accolto dall’abbraccio della gente. La chiesa, che può contenere 1400 persone sedute e in piedi, era stracolma, tutti richiamati dalla sua presenza e dalla ricorrenza. «È stata per noi una bella sorpresa – racconta il parroco, don Guido Nava -: l’Arcivescovo si è dimostrato affabile, semplice, sorridente. Sono contento della sua visita. Si è sentito un calore spontaneo da parte di tutti, ma soprattutto dei bambini del catechismo e dei ragazzi dell’oratorio, molto numerosi. Hanno composto un canto per fare un omaggio dopo la Comunione all’Arcivescovo e questo momento ha strappato l’applauso portando un tono di familiarità alla celebrazione».

Il Cardinale ha presieduto la Messa e al termine ha sostato in preghiera davanti alla tomba di Marcello Candia. Infatti è qui che riposa dal 2006 la salma del Servo di Dio, imprenditore divenuto missionario, prima era al cimitero di Chiaravalle. Scola l’ha indicato come esempio quando, nell’omelia, ha sottolineato l’importanza del ruolo dei laici nella Chiesa. «È stata una bella predica – continua il parroco -: è partito dal commento del Vangelo della domenica, ha fatto alcune considerazione su come essere Chiesa oggi e ha di nuovo concluso con la Parola di Dio. Certo, ha sottolineato che la fede è un dono e un impegno per noi cristiani in questa società, ma più che un discorso ufficiale la sua è stata una meditazione, e questo mi ha colpito di più. Cioè, viene il Vescovo e parte comunque dalla liturgia del giorno».

Anche il parroco degli Angeli Custodi ha potuto constatare, con piacere, che l’omelia dell’Arcivescovo conteneva ampi cenni sulla storia e sulle attività della parrocchia, e ciò è segno che Scola ha voluto inserirsi nel cammino della comunità ed era cosciente del luogo dove andava a celebrare, preparandosi attraverso il materiale che gli è stato consegnato nei giorni precedenti alla visita. Ma non sono mancati, è ovvio, i riferimenti al tempo che stiamo attraversando per aiutare i fedeli della Chiesa ambrosiana a viverlo da credenti. Come è compito appunto del pastore nei confronti della Diocesi che è stato chiamato a guidare. «In questo mondo pieno di chiacchiere abbiamo bisogno di qualcosa di solido: la fede, che ci trasforma ogni giorno» ha spiegato nell’omelia. «Sorretta dalla Parola di Dio, dalla catechesi, dal magistero del Papa e dei Vescovi, la fede diventa intelligenza della realtà e ci rende “critici” verso la “cultura dominante”». E così ha concluso: «“… Egli disse alla donna: la tua fede ti ha salvata; va’ in pace! (Vangelo, Lc 7,50). Questo tenero congedo Gesù rivolge questa sera ad ognuno di noi e a tutta la comunità».

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