Redazione

In una società moderna che ha scardinato il senso della domenica è importante rimettere al centro della vita del cristiano l’Eucaristia.

Il Congresso eucaristico nazionale, in corso in questi giorni a Bari, come «sorgente di vita» per la città, l’Italia e tutti i cristiani. È stato questo il pensiero espresso, domenica 22 maggio, dal cardinale Camillo Ruini, inviato speciale del Papa al Congresso, durante la solenne concelebrazione eucaristica a piazza Libertà. «L’Eucaristia – ha osservato il presidente della Cei – e’ veramente il cuore della Chiesa, il nutrimento e l’anima della vita di ogni cristiano, il luogo e il gesto nel quale riceviamo Gesù Cristo in Chiesa e nel quale, pertanto, a nostra volta, siamo chiamati a fare nella nostra vita un dono, per il Signore e per i fratelli, e così ad essere felici, a costruire un mondo nel quale si possa essere felici insieme».

In riferimento alla solennità della SS. Trinità, il cardinal Ruini ha sottolineato come tale «mistero c’insegni a comprendere e ad amare, c’inviti ad essere amici di Dio e fratelli tra di noi, fratelli di tutti gli uomini e le donne del mondo. Perciò, come ha detto Benedetto XVI, nella Chiesa non ci sono stranieri». Il cardinal Ruini ha presieduto anche, il 21 maggio, alla solenne apertura del Congresso eucaristico, durante la quale ha ricordato a tutti come questo grande evento ecclesiale rappresenti «una preziosa occasione per riflettere sul grande dono dell’Eucaristia, ma anche per stringere amicizia, sperimentando la gioia della comunione».

L’Eucaristia che diventa «stile di vita» e «plasma l’esistenza del credente», ha commentato, ieri, al termine della concelebrazione eucaristica in piazza Libertà il segretario della Cei monsignor Giuseppe Betori, durante la trasmissione televisiva di Rai Uno, A Sua immagine. «C’è da parte della gente una partecipazione stupenda – ha sottolineato il presule – e in questa settimana sarà certamente un crescendo nel segno dell’Eucaristia. Anche al Villaggio giovani ho visto tanta gioia e tanta vitalità che fanno ben sperare».

La festa della domenica, però, a giudizio di mons. Betori, «non deve essere un ritaglio dalla vita del lavoro, ma la festa cristiana è un’intensificazione del dono che si fa nel giorno del Signore». Oggi, per il segretario della Cei, «in una società che ha scardinato il senso della domenica», diventa necessario «rimettere al centro l’Eucaristia, riscoprendo Cristo in mezzo a noi». «L’uomo moderno, di fronte alla frammentarietà odierna – ha aggiunto mons. Betori -, ha la necessità di trovare l’unitarietà, che solo Cristo ci può dare. Non possiamo vivere, infatti, senza l’unità interiore che Dio ci dona»

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