Redazione

Un ponte grande come l’Europa, per unire i giovani di questo continente, ma anche proteso verso l’Africa, come verso Israele, … verso tutti i luoghi dove occorre far crescere l’incontro delle fedi, nella pace e nella giustizia. Un arcobaleno di colori, ponte tra cielo e terra, segno dell’alleanza di Dio con la sua creazione anche quando è minacciata. Due immagini, per dire ciò che noi – giovani di diverse chiese cristiane – abbiamo sperimentato in questi giorni, nel II incontro ecumenico “Osare la Pace per Fede”, “Rischiarare le tenebre. La luce di Cristo e la giustizia del Regno”.

Vogliamo dire, in primo luogo, il nostro grazie alle Chiese milanesi, che con la loro ospitalità hanno reso possibile quest’incontro, cui hanno tanto contribuito associazioni, gruppi e movimenti così diversi. È stata un’occasione preziosa, per vivere come giovani un momento importante di ecumenismo – sia nel corso dell’incontro, che nella rete di relazioni che ne ha intessuto la preparazione. È stata l’occasione per esplorare e condividere il cammino delle chiese nel dialogo, per riscoprire l’Evangelo, come luce che orienta ad un percorso comune, per sperare assieme in un’Europa che cresce.

Da parte nostra, desideriamo portare in tale cammino lo slancio che ci viene dalla ricchezza della fraternità di questi giorni. La firma della Charta Oecumenica – “umile preziosa e impegnativa”, secondo le parole del Cardinal Tettamanzi – ha ribadito tutta l’importanza del percorso di riconciliazione delle nostre Chiese, anche in vista della III Assemblea Ecumenica Europea che avrà luogo dal 4 al 9 settembre a Sibiu (Romania). È ad essa che indirizziamo anche gli spunti di questi giorni, per esprimere ciò che – come giovani credenti italiani – crediamo possa e debba crescere nel cammino comune.

La fraternità che abbiamo vissuto ha coinvolto in primo luogo cristiani di diverse confessioni, ma abbiamo anche sperimentato tutta l’importanza della presenza accanto a noi dei giovani ebrei e musulmani. É un invito a superare le diffidenze, i pregiudizi e ogni forma di violenza, per scoprire invece il grande valore dell’incontro pacificante tra le fedi.

In un tempo di crisi globale, segnata dall’ecocidio, da una sperequazione profonda, da conflitti laceranti, queste giornate milanesi sono state per noi un momento riflessione e di ricerca, illuminato dalla luce di Cristo. Un momento che ci ha rafforzati nella speranza…

…la speranza in un’Europa come spazio accogliente, capace di vivere la diversità come ricchezza …la speranza in un futuro di giustizia e di pace, in una globalizzazione finalmente solidale, capace di affrontare in modo creativo e nonviolento i conflitti …la speranza in una presenza nella creazione davvero sostenibile – “discreta e tenera” secondo le parole di Anne Zell
Abbiamo riscoperto tutta l’importanza dell’intreccio ecumenico tra Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato: è un’unica parola di liberazione, di cui le nostre chiese stanno imparando a comprendere il valore; servire il Regno che viene è anche lavorare assieme in questo orizzonte. Vogliamo mettere le nostre vite a servizio di tale parola, facendola nostra osando…

…osando il “cammino dell’unità”, secondo le parole di p.T.Valdman, in una pratica dell’ecumenismo che attraversi le nostre esistenze nel quotidiano, fino a trasformare le nostre chiese …osando vivere con e per l’altro (di altra chiesa, di altro paese, di altra fede) …osando il rinnovamento dei nostri stili di vita, nel segno della giustizia e della sostenibilità …osando una cultura della laicità, come spazio comune di libertà e di dialogo …osando una spiritualità rinnovata, capace di guardare alla storia con gli occhi del Regno …osando mantenere e far crescere la rete delle relazioni di questi giorni, germe di ecumenismo anche sul piano locale, per continuare a sognare altri passi di pace e di accoglienza.

La luce di Cristo non abbaglia, ma scalda e rischiara le tenebre, diffondendo speranza per la nostra storia, per le vite di uomini e donne, di giovani e di anziani, nei tempi difficili come in quelli luminosi. Che anche l’Assemblea Ecumenica di Sibiu possa essere un momento di fraternità coinvolgente, aperta alla presenza del popolo di Dio, segno di speranza per l’Europa tutta.

Milano, 14-15 aprile 2007

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