Nessuna di loro (Molteno, Locate Varesino, Bresso, Busto Arsizio e Milano) nella top ten, ma i progetti restano di qualità e soprattutto confermano la continuità di accompagnamento dei più bisognosi

di Massimo PAVANELLO

ifeelCud

Il fatto che sia attribuita a un anonimo non ne depotenzia la verità: «Nessun uomo è così dritto come quando si china per aiutare un altro». Lo sanno bene, per esempio, le 191 parrocchie italiane che hanno partecipato al concorso IfeelCud, una rassegna che seleziona i migliori progetti di solidarietà dedicati alla propria comunità e li premia sostenendoli economicamente; oltre a essere un’occasione per promuovere la scelta consapevole dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

Sei parrocchie ambrosiane si sono iscritte al concorso, ma non hanno poi formalizzato l’adesione. Cinque invece sono entrate in graduatoria con tutti i crismi, anche se non si sono classificate tra le prime, cui spetta un riconoscimento economico (lo scorso anno invece vinsero in due). Poco male, meritano ugualmente di essere citate. Esse rappresentano, infatti, la punta dell’iceberg di tanta generosità milanese e di una generosità che vede nell’8×1000 un valore da promuovere, poiché non solo finanziario. Al contrario di quanti credono che «arrivare secondo significa soltanto essere il primo degli sconfitti». Conosciamo questi concorrenti speciali, che attueranno ugualmente i progetti di là dall’esito dei bandi.

Molteno. La parrocchia di San Giorgio ha presentato un percorso denominato “Una storia che continua”. Attraverso di esso realizzerà animazione nella sede dell’Associazione “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini. Le attività saranno rivolte a circa 70 bambini e ragazzi disabili che – con i familiari e lontani da casa – trascorrono un periodo di ricovero nelle unità operative dell’IRCCS. L’animazione è affidata ai ragazzi della parrocchia dopo la Professione di Fede.

Locate Varesino. I fedeli della comunità dei S.S. Quirico e Julitta hanno pensato a come “Nutrire la speranza”. L’idea è partita da una osservazione: i nonni sono sempre più anziani e difficilmente riescono ad aiutare i figli ed i nipoti; le famiglie straniere poi non hanno vicino parenti prossimi cui affidare i figli. Ecco allora l’intervento dell’oratorio dove i genitori, impegnati col lavoro, possono lasciare i propri ragazzi sicuri del luogo educativo. Ma l’oratorio è pure punto di riferimento per gli anziani: escono così dalla quotidianità che spesso devono affrontare soli.

Bresso. Ai S.S. Nazaro e Celso ci si è concentrati sulla attività oratoriana tradizionale. Introducendo però l’idea che i disabili, in particolare, non devono essere integrati nelle attività ordinarie, bensì che tutte le attività devono essere pensate a partire dalla disabilità. Ciò coinvolge sia l’oratorio estivo sia quello domenicale lungo tutto l’anno; sia il gioco sia la catechesi e ogni altra espressione educativa. Ciascuna attività vede compresenti ragazzi con e senza disabilità. Insieme seguono il medesimo programma.

Busto Arsizio. La parrocchia di S. Michele propone l’attività teatrale (GAT: gruppo animazione teatrale) per tutte le fasce d’età con l’intento di creare relazioni utilizzando anche il metodo della recitazione e del canto. L’obiettivo non è solo quello di mettere in scena uno spettacolo di qualità – cosa che tuttavia avviene – bensì di creare relazioni attraverso un percorso di formazione accompagnati da adulti. L’oratorio S. Filippo, nel fare questo, si avvale della collaborazione del Cinema Teatro Manzoni, una consolidata istituzione bustese.

Milano. Aveva già vinto lo scorso anno IfeelCud e si è ripresentata pure nel 2016. La parrocchia San Filippo Neri continua la sua fortunata attività, in collaborazione con altri enti del territorio,  denominata “Insieme siamo un dono – 2”. L’ obiettivo è quello di riscoprire lo spirito della vecchia “corte”; far rinascere la mentalità di “buon vicinato”. Sono aumentati i gruppi di solidarietà per caseggiato ed è stata confermata la badante di quartiere. Ora è la volta di individuare pure la figura dell’artigiano di quartiere. Un pulmino – donato dal duo “Alex e Franz” – è a disposizione per ogni bisogno del progetto.

 

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