Visita e Santa Messa dell'Arcivescovo a conclusione delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario di fondazione del Centro “San Domenico Savio”. Ne parla il direttore don Sandro Ticozzi

di Luisa BOVE

Don Sandro Ticozzi

Sono stati alcuni ex allievi del Centro Salesiano di Arese a voler festeggiare in grande i 60 anni di fondazione e così nel settembre dell’anno scorso è nato il comitato organizzativo. Tanti gli eventi in programma: fino all’8 ottobre è esposta una mostra fotografica, nei prossimi giorni incontri, spettacolo dei Barabba’s clowns, festa in oratorio, tornei sportivi, concerto… Ma il momento clou sarà la celebrazione eucaristica di giovedì 29 settembre, alle 18, presieduta dal cardinale Angelo Scola in via della Torre 2.

«La presenza dell’Arcivescovo rievoca la nascita del Centro intitolato a San Domenico Savio quando, nel 1955 i Salesiani sono arrivati ad Arese – spiega il direttore don Sandro Ticozzi -. Il cardinale Montini (poi papa Paolo VI) era stato coinvolto dal prefetto della città che gli aveva chiesto come intervenire sui ragazzi detenuti nella casa di correzione di Arese. La qualità di vita all’interno infatti era diventata terribile». E Montini rispose: «Questa è una realtà da affidare ai Salesiani».

Da allora il sistema preventivo di don Bosco è diventato la linea guida del progetto educativo del Centro, fondato su ragione, religione e amorevolezza per oltre mille ragazzi che sono stati accolti nella struttura e hanno frequentato i corsi di avviamento professionale e la scuola media. Provenivano da famiglie povere, da contesti sociali a rischio di emarginazione e di devianza. Per tanti di loro la famiglia salesiana è stata l’unico luogo di affetto, attenzione e cura. Tanti ragazzi sono cresciuti e si sono costruiti un futuro entrando nel mondo del lavoro. Nel corso degli anni diversi laici educatori hanno affiancato i Salesiani insegnando la gioia dello stare insieme, la bellezza del gioco, la speranza di una mano che aiuta e lo sguardo che scorge il «buono» nell’altro.

Dalle origini a oggi molto è cambiato, ma non lo spirito del fondatore, che ancora detta le linee educative per chiunque passi da Arese. Oggi al Centro ben 740 ragazzi frequentano la formazione professionale e un micro progetto ne favorisce l’ingresso nel mondo del lavoro; nelle tre comunità alloggio accreditate vivono 28 giovani seguiti da educatori professionali, cui va aggiunto un servizio educativo diurno attivo cinque giorni alla settimana dalle 7.30 alle 18 per una decina di ragazzi inviati dai servizi sociali. Inoltre c’è una scuola media animata dai Salesiani (sezione aggregata della «Silvio Pellico» di Arese) che comprende una ventina di studenti.

«L’ultimo progetto – dice il direttore – si chiama Pit-stop salesiano ed è un doposcuola attivo tutti i pomeriggi fino alle 18 e, se necessario, comprende anche il pranzo». È un servizio aperto al territorio per i ragazzi che frequentano le medie di Arese.

Info: www.salesianiarese.it

 

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