Ultimi giorni di prove per i 50 ragazzi disabili e professionisti chiamati da monsignor Ravasi per eseguire l’Inno pontificio di Gounod e altri pezzi del loro ricco repertorio. Arrangiamenti di Pierangelo Sequeri, dirige l’orchestra Licia Sbattella

di Luisa BOVE

esagramma

Si aprirà sulle note dell’Inno pontifico di Gounod il National Day della Santa Sede in programma l’11 giugno all’Expo 2015. A eseguirlo i musicisti dell’Orchestra Sinfonica Esagramma di Milano con i suoi 50 elementi d’eccezione, di cui circa la metà sono ragazzi con disabilità (autismo, deficit intellettivo, difficoltà relazionale…) dagli 8 ai 50 anni. L’invito è arrivato direttamente dal cardinale Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura e commissario generale della Santa Sede, spiega Licia Sbattella che dirigerà l’Orchestra, mentre monsignor Pierangelo Sequeri (teologo, musicista e fondatore di Esagramma) ha curato gli arrangiamenti. «Apriremo l’evento con l’Inno e poi intervalleremo i vari interventi con altri brani del nostro repertorio: la Fantasia corale di Beethoven, la nona di Dvořák, Il mattino di Grieg…».

«Siamo stati molto contenti dell’invito e c’è grande emozione, anche perché l’abbiamo saputo poco tempo fa», ammette Sbattella. «Ma l’aspetto bello è che questa volta anche i più giovani hanno visto nascere la partitura e l’arrangiamento, le correzioni, le prove insieme, l’aggiunta degli ottoni… La nascita di una nuova e complessa partitura per un’Esposizione così importante ha galvanizzato tutti e allo stesso tempo ha reso molto interessanti le fasi del lavoro per raggiungere un effetto migliore e valorizzare ogni voce». È stata una corsa contro il tempo: i musicisti hanno imparato e provato le loro parti con gli insegnanti, poi l’Orchestra è stata arricchita anche da nuovi professionisti che affiancheranno il gruppo stabile. All’Auditorium di Expo si potrà quindi ascoltare, in prima assoluta, l’Inno pontificio eseguito da archi (violini, violoncelli, contrabbassi), grandi percussioni (timpani, piatti, campane, marimba, arpe…), legni (flauto, oboe, clarinetto, fagotto), ottoni (tromba, trombone, corno) e pianoforte.

Esagramma, nata nel 1999, ha mosso i primi passi fin dal 1987 con un Laboratorio di musicologia applicata. Da allora ne ha fatta di strada, suonando in Italia e all’estero. «Adesso abbiamo una doppia struttura: la cooperativa sociale Esagramma, che si occupa della formazione degli specialisti (psicologi, medici e musicisti), riconosciuta dalla Regione Lombardia, sulle metodologie di Esagramma, musicoterapia orchestrale, interazione multimediale… La Fondazione Sequeri Esagramma invece rilancia e consolida le attività rivolte a persone con svantaggio intellettivo, sociale, relazionale (autismo e disabilità), ma anche con nuove difficoltà sul fronte della psichiatria, del disagio sociale, delle carceri… Sono nuovi ambiti di intervento, ma manteniamo la centralità della musica sinfonica, con un’attenzione particolare al linguaggio e alla voce».

La grande esperienza di musicoterapia orchestrale non si ferma a Milano: «Abbiamo intenzione di divulgare sempre di più le nostre metodologie, già utilizzate in centri satelliti: 18 in Italia e 2 in Francia, quindi ci siamo estesi con un impatto non solo sul territorio nazionale. Per noi è importante sostenere e divulgare le partiture, gli arrangiamenti, le pubblicazioni… Vorremmo allargare la nostra attività e diventare centro culturale, offrendo una riflessione antropologica sul limite, la difficoltà dell’uomo, ma sempre legati alla nostra matrice originale: fare dell’arte uno spazio di crescita e di relazioni significative.

Ultimi giorni di prove per i musicisti prima del grande evento. Intanto cresce l’emozione e l’ansia, nonostante Esagramma abbia al suo attivo oltre cento concerti, anche davanti al parlamento europeo a Bruxelles e al Papa in occasione dell’ultimo Giubileo. Info: tel. 02.92880853; info@esagramma.netwww.esagramma.net.

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