A Bergamo l’incontro con i 20 lombardi rappresentanti di oratori, pastorale giovanile, associazioni, università, scuole socio-politiche. Don Stefano Guidi (Odl), presente all’iniziativa: «Nessuno resti escluso dall’attenzione delle istituzioni»

di Luisa BOVE

don stefano guidi
Don Stefano Guidi

Regione Lombardia ha avviato il 9 giugno scorso un percorso di costruzione di una legge «per i giovani» e «con i giovani», allo scopo «di promuovere lo sviluppo personale e la crescita verso l’autonomia, il protagonismo e la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’eliminazione di ogni forma di discriminazione». Ascolto, protagonismo, responsabilità intergenerazionale ed equità sono le parole chiave di questo itinerario che vuole aprire un dialogo con il territorio. Per questo mercoledì 30 giusno si è svolto a Bergamo l’incontro «Generazione Lombardia», che ha visto tra gli interlocutori i giovani rappresentanti delle 10 Diocesi lombarde. A guidare la delegazione don Stefano Guidi, direttore della Fom e coordinatore di Odl (Oratori Diocesi lombarde). «L’incontro è stato molto positivo e interessante – dice  -. La presenza era volutamente varia: oratori, giovani della pastorale giovanile, università, associazionismo, scuole socio-politiche… Un gruppo molto qualificato, ma anche eterogeneo per rappresentare tutto il mondo giovanile.

Quali sono stati i temi affrontati?
Sono emerse le questioni di interesse dei giovani di oggi. Quindi il tema del lavoro, in particolare della stabilità lavorativa; il diritto allo studio, con percorsi di formazione garantiti a tutti ed efficaci rispetto al percorso lavorativo; l’autonomia abitativa e l’ambiente.

Stefano Bolognini, assessore allo Sviluppo Città metropolitana, giovani e comunicazione che partecipava per la Regione, ha fatto osservazioni?
L’Assessore ha aperto i lavori e ha colloquiato con i giovani, il contesto era molto informale. I tavoli di lavoro si svolgevano in un grande salone, con molto scambio tra i partecipanti. L’Assessore si è confrontato in modo diretto con i giovani presenti, che erano 20, suddivisi tra sei tavoli di lavoro. Per questo percorso legislativo l’Assessore ha voluto che ci fosse un incontro specifico che coinvolgesse i giovani degli oratori lombardi.

Per voi cosa ha rappresentato questo coinvolgimento?
La partecipazione dei giovani degli oratori e dell’associazionismo cattolico al percorso di elaborazione della legge regionale comunica un messaggio molto semplice: che l’appartenenza ecclesiale si traduce nella ricerca del bene possibile per tutti. I giovani che nella loro vita si ispirano al Vangelo intendono offrire il loro contributo affinché nessun giovane lombardo resti escluso dall’attenzione delle istituzioni.

 

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