Educazione e salute per i bambini. Dalla materna alle elementari con ottimi risultati, una nuova casa per avere più spazio. E a Kigali si opera per piccoli malati di Aids

Progetto Indabo

A vent’anni esatti dal genocidio del Ruanda il Progetto “Indábo”, ideato dalla Comunità Servi di Maria del Cuore di Gesù in collaborazione con il Comune di Butare, per promuovere la tutela sanitaria, l’istruzione e l’educazione per i bambini più poveri del Paese africano, è ormai una realtà e sta dando frutti importanti: con l’inizio dell’anno scolastico nelle scuole elementari sono arrivati i primi bambini che hanno frequentato la scuola materna creata col Progetto.

«Maestri e maestre si sono meravigliati della preparazione dei nostri piccoli, che sono arrivati già in grado di leggere e scrivere -, riferisce Claudia Colombo, la volontaria che si occupa del Progetto fin dall’inizio -. In settembre la scuola materna ha così potuto accogliere molti nuovi bambini, tutti visitati dal medico e vaccinati, con le spese sanitarie a carico del Progetto».

La Prefettura di Butare ha fatto dono di una mucca per garantire ogni giorno latte fresco a tutti i bambini e, visto che lo spazio inizia a scarseggiare, ha messo a disposizione un’altra casa, proprio accanto alla prima: «Ha bisogno di essere sistemata – sottolinea Claudia -. Speriamo di trovare al più presto i fondi necessari per renderla agibile…».

In vista del Natale, tra pochi giorni i piccoli inizieranno a preparare una piccola recita, alla quale saranno invitate le autorità religiose e civili di Butare. Per le mamme sono invece in cantiere corsi di artigianato per permettere loro un piccolo guadagno. «Anche questa nostra iniziativa sta avendo grande successo», rileva Claudia.

E intanto a Kigali, capitale del Ruanda, sta sorgendo una nuova missione a favore di 60 bimbi ammalati di Aids e ricoverati in ospedale. «Vorremmo poterli aiutare dando loro da mangiare cibi più ricchi di proteine e fornendo siringhe, garze, saponi, spazzolini, dentifrici, ecc – spiega Claudia -. Purtroppo i soldi non bastano e, per ora, cerchiamo di fare i miracoli con quel poco che possiamo mettere a disposizione…».

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